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Nei tubi dell’acquedotto c’era anche tallio super tossico
Lo hanno rilevato i ricercatori universitari che ieri mattina erano al tavolo tecnico in municipio Non sono necessarie nuove ordinanze ma per Valdicastello e dintorni il quadro è preoccupante
PIETRASANTA. La buona notizia è che, ad oggi, non sono necessarie nuove ordinanze, divieti o restrizioni di sorta. Ma, appunto questo è l’unico aspetto rassicurante emerso ieri mattina in municipio, a margine del tavolo tecnico dedicato alla problematica del tallio e che ha visto partecipare Comune, Gaia, Asl, Arpat, Regione, Comitati di cittadini e ricercatori universitari. A conferma che a Valdicastello, nella piana attraversata dal fosso Baccatoio e ancora al Pollino, la contaminazione da metalli pesanti, di acqua e terreni è degna della massima attenzione. E cautela.
Prendiamo, ad esempio, le parole di Riccardo Petrini, ricercatore dell’università di Pisa che insieme ai colleghi ha scoperto la presenza - all’interno dei tubi messi a disposizione da Gaia - di un tallio trivalente molto più tossico del tallio 1, quello che ha innescato, due anni fa, l’emergenza. E se è vero che «il tallio, scendendo a valle, tende a sparire e quindi non raggiunge il mare - ha detto Petrini - è altrettanto vero che nel Baccatoio sono presenti nanoparticelle che si infiltrano nei terreni - da qui il divieto in vigore di irrigazioni di orti e campi utilizzando proprio le acque del Baccatoio, ndr».
Senza dimenticare che la sorgente di Molini di Sant’Anna, stante la presenza di tallio, era e resta a rischio.
C’è poi il capitolo degli ortaggi: secondo i ricercatori di Bologna, su venti campionamenti, in altrettanti siti, è stata riscontrata la presenza di Bario nel cavolo nero coltivato a Valdicastello e dintorni, ma anche di altri elementi potenzialmente pericolosi come tallio, arsenico, zinco, piombo, cadmio, antimonio. La soluzione? «Ampliare lo screening - dicono gli universitari - per avere un quadro più esaustivo della situazione».
Anche l’Asl ha rintracciato, nei terreni di Valdicastello, metalli pesanti: in particolare piombo su pomodori, rosmarino e salvia. Riscontri inquietanti, ma non tali, a quanto pare, da richiedere un’ordinanza restrittiva nella coltivazione.
Il Comune - presente ieri mattina all'incontro con vicesindaco Daniele Mazzoni - dovrà però comunicare alle famiglie dell’abitato di seguire una dieta che non privilegi un solo ortaggio, ma più verdure. Meglio non rischiare, quindi.
Per quanto riguarda gli esiti sui campioni di urine - resi noti dall'Università di Pisa - eseguiti nei mesi scorsi su sessanta soggetti, più che il tallio a preoccupare è la presenza, in più provette, di bario, in taluni casi fino a 80 volte oltre i limiti consentiti. Nel frattempo Gaia ha reso noto che su 155 abitazioni controllate a Valdicastello, undici hanno presentato valori di tallio nell’acqua, oltre la soglia di legge. Una media preoccupante.
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