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Un parco geominerario a Valdicastello
VALDICASTELLO. In attesa della messa in sicurezza e della rimozione - attesa da anni - di pericolosi cumuli di amianto in zona Rezzaio, il Comune muove i primi passi per un parco geominerario a...
VALDICASTELLO. In attesa della messa in sicurezza e della rimozione - attesa da anni - di pericolosi cumuli di amianto in zona Rezzaio, il Comune muove i primi passi per un parco geominerario a Valdicastello. Parco collegato con percorsi naturalistici e storici da casa Carducci fino al museo di Sant’Anna di Stazzema. Ne hanno parlato, in un primo incontro interlocutorio il vice sindaco Daniele Mazzoni, l’assessore all’ambiente Simone Tartarini e il direttore delle Miniere Giovanni Santomaso con un gruppo di docenti dell’Università di Pisa. Il gruppo di studiosi ha proceduto anche a un primo sopralluogo nel sito della ex Edem accompagnati da personale degli uffici comunali.
«La sicurezza del sito delle ex miniere – spiega Tartarini – è la priorità. Ma stiamo anche cercando di legare la messa in sicurezza a un progetto più ampio di trasformazione in quello che è oggi un sito minerario senza futuro in un nuovo polo museale. Il progetto ci consentirebbe di costruire un percorso tra storia e natura con partenza dalla casa di Carducci, nel cuore di Valdicastello fino a S. Anna passando naturalmente dagli edifici della ex Edem. L’area di Rezzaio è ricchissima di tracce del patrimonio industriale: il progetto è affascinante e suggestivo».
«La priorità resta – precisa Mazzoni - quella della messa in sicurezza dell'area, ma la vera sfida è trasformare un problema in una risorsa. Sono rimasto affascinato dalla bellezza dei luoghi che dovrebbero essere accessibili a tutti. In diverse zone della Toscana le miniere sono diventate una risorsa abbiamo il dovere di percorrere questa strada per creare benessere e nuovi flussi turistici».
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