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Cresce il numero della famiglie che chiedono aiuto
PIETRASANTA. Arrivare a fine mese per tante forse troppe famiglie è sempre più complicato. Pietrasanta, nella mappa del disagio in terra di Versilia, non fa eccezione. «Rispetto a un passato, anche...
PIETRASANTA. Arrivare a fine mese per tante forse troppe famiglie è sempre più complicato. Pietrasanta, nella mappa del disagio in terra di Versilia, non fa eccezione. «Rispetto a un passato, anche recente, la situazione è peggiorata: il numero di richieste di aiuto è in aumento. Così come quello di persone che ci vengono a chiedere una mano nella ricerca di un lavoro. Non sono momenti belli» fa sapere Elena Mancini, presidente de Il Grano, associazione che da anni è riferimento per la comunità e da sempre in prima linea per dare una mano, concreta, a chi ha bisogno. «Di media – prosegue Mancini – garantiamo pacchi-spesa a 80 famiglie ogni mese. Zucchero, farina, pasta, caffè, latte, frutta e verdura. La distribuzione – viene fatta una volta al mese, talvolta anche a domicilio. Nei limiti del possibile cerchiamo di venire incontro a tutti, anche se le risorse sono quelle che sono. E comunque c’è una grande collaborazione e un forte spirito di solidarietà sul territorio: Coop, Conad, associazione Carabinieri in congedo, la parrocchia di Tonfano, ma anche privati cittadini contribuiscono, periodicamente, garantendo quei pacchi che sono diventati credo di estrema importanza per un numero significativo di famiglie. Tutto questo è molto importante e non possiamo che ringraziare chi si impegna a favore degli altri».
La sede del Grano è nei pressi del mercato ortofrutticolo. «Siamo aperti dalle 4 alle 6 ore settimanali: è qui che si alternano e si fanno vedere gli 11 volontari della nostra associazione» aggiunge Mancini. Ed è sempre qui che, periodicamente, si innescano problemi, durante le operazioni di carico e scarico degli alimenti, con chi è demandato al controllo dei parcheggi a pagamento. «Alcune di noi hanno già preso multe: visto quello che facciamo e visto che il nostro è un impegno rivolto a chi ha bisogno, servirebbe un minimo di tolleranza o un’autorizzazione che consentisse una deroga nel momento in cui svolgiamo il servizio. Troviamo assurdo dover pagare in un contesto che ci vede impegnati a favore di chi ha bisogno. E servirebbe maggiore coordinamento e sinergia fra le associazioni che operano sul territorio». (l.b.)
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