Baldini: è il trionfo della legalità
Il ringraziamento alla squadra e all’avvocato Carlo Andrea Gemignani
VIAREGGIO. Il civilista e l’amministrativista, il candidato ed il legale, amici e colleghi prima di tutto: Massimilano Baldini e Carlo Andrea Gemignani, la coppia del set vincente davanti ai giudici del Tar di Firenze. «È la vittoria della legalità, del rispetto del diritto costituzionale del voto e quindi della democrazia e del principio della sovranità popolare», sono le prime parole di Baldini, nel 2015 candidato a sindaco per Movimento cittadini, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Partito liberale, lista civica per Torre del Lago, poi sui banchi dell’opposizione come capogruppo del Movimento cittadini cui rivendica la vittoria di un’esperienza civica.
Alla luce del quadro che Baldini si è ritrovato tre le mani, a poco più di venti punti di distanza da Luca Poletti che per il Pd si è giocato il ballottaggio con Del Ghingaro - e come dimenticare il giudice del Tribunale di Lucca, Annarumma, che a Viareggio come presidente dell’ufficio centrale elettorale ebbe a dichiarare «qui è un disastro» - «in uno Stato di diritto dichiarato era doveroso fare accertare le irregolarità evidenti che si sono dimostrate poi tanto eclatanti». Il messaggio di Baldini è diretto ai più giovani: «Questa vicenda insegna a tutti che la politica in primo luogo deve essere rispetto delle regole».
Anche nella Viareggio del dissesto, che oltre a non saper far di conto scopre oggi anche di non saper votare: «Il quadro di Viareggio è quello che tutti conosciamo, Ma possiamo, proprio da qui, cominciare a costruire una classe politica e amministrativa che governi guardando in primo luogo alle regole ed ai diritti delle persone». E «prima degli accordi, dei voti, dei possibili apparentamenti, deve valere il principio che l’etica guida la politica».
Il ringraziamento d’obbligo è «a tutti quelli che insieme a me ci hanno creduto», ma «prima di tutto a Carlo Andrea Gemignani, vero artefice tecnico di questo risultato, che ha creduto insieme a me nella possibilità che il ricorso andasse fino in fondo». Una soddisfazione professionale per l’avvocato Gemignani perché «la sentenza - è lui stesso a sottolinearlo - riprende a pieno la nostra memoria». Ma non solo.
Perché i giudici amministrativi hanno inteso sottolineare tutta la forza e la validità della legge elettorale datata 1960, un testo dell’Italia che aveva appena ritrovato la democrazia, «indicando l’elenco delle operazioni elettorali che devono essere pedissequamente osservate». Come a dire che la legge elettorale vale come il codice della strada: e se non si passa con il rosso, non si “seminano” schede elettorali qua e là, non ci si presenta alla commissione elettorale con foglietti spiegazzati in tasca, non si presentano verbali elettorali che sono una somma di cancellature come quelli allegati al ricorso di Massimiliano Baldini.
Il quale, nel concludere una giornata campale, vuole ricordare il lavoro messo in campo dalla Prefettura di Lucca che nei mesi scorsi ha riunito - grazie alla dottoressa Sabatina Antonelli - le parti intorno al tavolo per eseguire quanto aveva disposto la sentenza parziale del Tar datata 20 gennaio in materia di riconteggio del voto e verifica dei risultati elettorali. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google