Il presidio
Rissa all’addio al celibato Maki Maki chiuso 15 giorni
Il Questore ha sospeso la licenza dopo che i buttafuori hanno picchiato 2 giovani Le vittime sono finite all’ospedale e per uno dei dipendenti è scattata la denuncia
VIAREGGIO. Li hanno inseguiti per un centinaio di metri fuori dal locale, poi è partito il pestaggio finito con due giovani di Ancona all’ospedale: picchiati da una coppia di buttafuori del Maki Maki.
La violenta rissa è scoppiata il 3 luglio scorso, quando ormai il sabato sera di divertimento e bevute aveva lasciato il posto a un’amara domenica per un gruppo di ragazzi marchigiani. Arrivati a Viareggio per festeggiare un addio al celibato, in dodici si sono ritrovati a scappare dal locale dopo un’accesa discussione con alcuni dipendenti. E mentre loro cercavano di tagliare la corda, dietro, a inseguirli, secondo le indagini delle Polizia, c’erano due buttafuori del noto locale della Darsena.
Una lite sfociata in aggressione che è partita da futili motivi, in una notte piena di alcol e baldoria. La rissa è avvenuta fuori dal locale, tanto che i titolari Edoardo Berti ed Emiliano Cerri, attraverso i loro avvocati Cristiano Baroni e Gabriele Parrini, chiariscono che quando è scoppiata la lite «si trovavano nel retro. Si sono accorti dell’accaduto - spiegano i legali del Maki Maki - soltanto in un secondo momento».
Il locale stava chiudendo, erano circa le 4,30 di notte. Qualche risposta di troppo, le parole che diventano grida e gli animi che si surriscaldano. La rabbia a quel punto prende il sopravvento e la lite si trasforma in ben altro, tanto che sul posto sono dovute intervenire le ambulanze per trasportare due giovani al pronto soccorso del Versilia. La prognosi è stata di 15 e 30 giorni. Una delle vittime, che ha riportato traumi alla testa, è rimasto a lungo in ospedale.
Il Questore, proprio a seguito all’episodio della scorsa settimana, ha sospeso l’autorizzazione al Maki Maki. Il locale è chiuso: così come era già stato chiuso temporaneamente in tre precedenti occasioni. L’ultima sospensione è dell’agosto scorso, scattata dopo una lite tra clienti. In passato c’è stato anche un accoltellamento fuori dal Maki Maki, nel marzo 2013, quando un buttafuori è stato pugnalato alla pancia da un ventottenne viareggino.
Sull’episodio del 3 luglio indaga la polizia di Viareggio, diretta dal dottor Raffaele Gargiulo. La decisione del Questore, dettata da motivi di sicurezza, si basa proprio sulle indagini condotte dal Commissariato e sugli approfondimenti della divisione polizia amministrativa. Il locale di viale Europa resterà chiuso, come detto, per due settimane.
«Non entriamo nel merito di quanto accaduto anche perché c’è un’indagine in corso», spiega l’avvocato Baroni. Su un eventuale ricorso contro la sospensione, il legale non si sbilancia: «Stiamo valutando - dice - se ricorrere oppure no».
Ciò che i titolari vogliono mettere in chiaro, è che il fatto successo lontano dal locale e dai loro occhi.
Massimo riserbo degli avvocati su eventuali provvedimenti presi dagli imprenditori nei confronti dei protagonisti della rissa. Uno degli aggressori era già stato denunciato per lesioni gravi.
Intanto proseguono le indagini della polizia. Fondamentali, ovviamente, sono le testimonianze del gruppo arrivato in Versilia per l’addio al celibato.
Un sabato sera probabilmente in preda ai fumi dell’alcol, con qualche esagerazione di troppo e tanta voglia di divertirsi - fino al mattino - per la comitiva marchigiana. Poi il pessimo epilogo.
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