Il giudice dà ragione a Gaia «Non ha colpe sul tallio»
La sentenza respinge la richiesta di risarcimento danni presentata da un abitante di Valdicastello condannato a pagare le spese legali
PIETRASANTA. L’emergenza tallio? La gestione da parte di Gaia è esente da responsabilità. Parole in calce a una recente sentenza del Giudice di pace di Lucca che è doccia gelata per tutti i cittadini che si accingono a citare in giudizio la società che ha in gestione il servizio idrico. «Per la terza volta in due mesi - scrive Gaia in un comunicato - il Giudice di pace conferma la linea interpretativa sostenuta nelle precedenti sentenze, affermando la buona condotta tenuta da Gaia e l’insussistenza di qualsiasi responsabilità durante l'emergenza tallio e rigettando le richieste di risarcimento danni da parte di un altro utente di Valdicastello. L’utente - sempre a margine di quanto stabilito dal Giudice, ndr - è stato condannato alle spese legali in favore del Gestore».
Con riferimento al periodo di non potabilità delle acque nella frazione carducciana si legge nella sentenza: «Nessuna colpa della circostanza può essere attribuita alla convenuta (Gaia) unicamente addetta alla distribuzione dell’acqua, perché non risultante (e non è dimostrato) che la presenza di tallio nell'acqua sia dovuta a colpa della stessa Gaia. È poi pacifico in causa che la Gaia prontamente predispose il servizio sostitutivo di approvvigionamento, in ottemperanza alle condizioni di contratto. Se il danno risarcibile deve essere messo in relazione alla ubicazione delle cisterne, neanche sotto questo profilo il comportamento della società può essere attaccabile perché deve tenersi conto sia della condizione di emergenza del momento sia perché i 300 metri di distanza dall’abitazione alla cisterna non sono una distanza esagerata, ma sopportabile, tenuto conto del fatto che nessuna norma contrattuale prevede distanze minori».
Come a dire un successo su tutta la linea difensiva affidata all’avvocato Giuseppina Mortillaro. Ma prima di parlare di capitolo chiuso, sulle responsabilità legate all’emergenza, forse è meglio essere cauti: sia il Comitato di Valdicastello che l’Associazione per la tutela ambientale della Versilia stanno infatti valutando come procedere nei diversi ambiti giuridici. Senza dimenticare che resta tutta da decifrare la questione sanitaria, dove sono in corso una serie di accertamenti per appurare l'eventuale correlazione fra l'ingestione di acqua contenente tallio e lo sviluppo di patologie.
Luca Basile
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