I residenti del centro città «Noi ostaggi dei banditi»
Le risse tra stranieri sono all’ordine del giorno in via Mazzini e via San Martino Abitanti e commercianti presenteranno un esposto in Procura: «Siamo disperati»
VIAREGGIO. «La droga la tengono in bocca, nelle guance. Noi li vediamo quando se la scambiano. Vediamo quando, di sera, caricano le prostitute su un furgoncino che si ferma in via Puccini, a pochi metri dalla scuola».
Testimoni per forza. Perché dalle finestre i residenti di via Mazzini vedono la tragedia della violenza, della criminalità e del degrado che va in scena, puntuale, nel centro città: tenuto in scacco da gruppi di stranieri. E i cittadini, piombati in mezzo a «risse, sporcizia e spaccio», non sanno più cosa fare. Non sanno a chi rivolgersi. Ma sanno bene cosa chiedere: «Un presidio fisso della zona da parte delle forze dell’ordine e molti più controlli nel centro. Qui i vigili urbani nemmeno li vediamo» raccontano.
Residenti e commercianti hanno già pronto l’esposto in Procura. «Le firme sono state raccolte, lo presenteremo in questi giorni» spiega Maria Donatiello, della lavanderia all’angolo tra via Mazzini e via Puccini. Lei ogni mattina pulisce le serrande del negozio. «Mi ci orinano sopra. D’inverno - spiega - potrei anche chiudere appena fa buio, perché qui la gente non viene più, ha paura».
L’ultima lite a colpi di bastone è scoppiata martedì, poco dopo le 19. A terra, in via San Martino, è rimasto un giovane marocchino di 24 anni, malmenato da due connazionali. «Le risse - spiega Letizia Ferradini, residente di via Mazzini - sono ormai all’ordine del giorno. Una settimana prima dell’ultima lite, ce n’è stata un’altra. Ero lì. Mi hanno detto “stai zitta e vai via”, ma io ho preso il cellulare e ho chiamato i carabinieri». Stessa storia il 22 giugno scorso, quando, di nuovo, le bande di nordafricani si sono affrontate a colpi di bastoni, caschi e catene.
«Martedì - racconta Mary Checchi, della pizzeria “Da Gino” - li ho visto passare qui davanti. Uno aveva una spranga di ferro in mano. Correvano da una parte all’altra. Erano una quindicina. Non ne possiamo più. Sono qui da 37 anni - dice la donna - non ho paura di loro. Però la gente ne ha. Noi abbiamo perso il 30% di clienti. Qui alle otto scatta il coprifuoco».
«Questa comunità - ripete Ferradini - è stanca e impaurita. La sera non osa uscire di casa. Gli anziani poi, a uscire non ci pensano nemmeno più». La donna ha scritto al sindaco Giorgio Del Ghingaro per chiedere «di venire a controllare di persona cosa accade dalle 16,30 in poi in via Mazzini. Ogni giorno c’è una rissa. Aspettiamo il morto». Il sindaco però, non risponde. «Abbiamo provato ad andare in Comune ma - continua Ferradini - non ci hanno fatto nemmeno passare oltre la portineria».
L’assessore alla sicurezza Maurizio Manzo spiega che «non è possibile mettere un presidio fisso, per quanto riguarda la Polizia Municipale, in quella zona. La gente - dice - ha ragione però le esigenze sono tante e dobbiamo dare risposte all’intera città. Noi andiamo a controllare, così come lo fanno le forze dell’ordine, sempre, con servizi mirati, ma la normativa certo non ci aiuta».
I residenti chiamano i carabinieri e i poliziotti quasi senza sosta. «Parecchie volte - raccontano - sembrano disarmati e ci dicono “tanto tra un giorno sono fuori”». E intanto in centro «c’è una Viareggio da brividi» dice Marisa Disperati, altra residente di via Mazzini. «Il problema - continua poi Patrizia Fornaciari - è che questa zona non è controllata. Abito qui da sempre e non voglio dare nessuna colpa agli stranieri. La colpa è di chi non detta regole, e questo va a discapito anche di quelle persone, straniere, che sono qui per lavorare onestamente».
Violenza ma anche sporcizia e cattivi odori nell’ultimo tratto di via Mazzini, che porta alla stazione. «Buttano i sacchi di spazzatura dalle finestre - racconta Anella Mazzanti, dopo una vita passata in centro - e ti sputano a un centimetro se passi dal marciapiede, che di sera - spiega - è completamente pieno. Si radunano fuori dai kebab e dagli altri locali».
I residenti si sentono in trappola. «Siamo in ostaggio dei banditi» dicono. Intanto i controlli di polizia e carabinieri continuano. Ieri gli agenti hanno identificato diverse persone in zona stazione scovando anche un giovane già raggiunto da un divieto di dimora.
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