Meto, assolti per gli show hard. La Procura fa appello
Era accusato di favoreggiamento della prostituzione. Con lui alla sbarra c'erano anche due collaboratori del noto locale di lap dance
MASSAROSA. Il pubblico ministero Antonio Mariotti l’aveva preannunciato, dopo la sentenza del marzo scorso che aveva mandato assolti tutti gli imputati per l’accusa di show hard al locale Meto, e l’ha fatto: la Procura di Lucca ha presentato ricorso in appello. Contro la decisione del Tribunale che ha assolto dai reati contestati Fabrizio Prosperi, 63 anni, legale rappresentante della società Meto Srl (difeso dagli avvocati Massimo Neri e Marisa Gargiulo), Adamo Lorenzetti, 73 anni, cassiere del locale (difeso dall’avvocato Elia Pedone), Massimiliano Sbranti, 44, addetto alla sicurezza (tutelato dall’avvocato Cristiano Baroni).
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11234103:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/04/14/news/massarosa-a-processo-il-titolare-del-meto-1.11234103]]Ci sono sentenze di condanna per vicende analoghe in locali della stessa Versilia - questa una delle motivazione della decisione della Procura - e nell’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile della Questura di Lucca nel 2012 - compaiono filmati realizzati dalla polizia in incognito nello stesso locale ed intercettazioni che lasciano poco all’immaginazione. Era stato l’allora dirigente della Squadra mobile, Virgilio Russo, a tirare le fila dell’indagine sull’attività svolta dalle ballerine, non tutta di spettacolo secondo le accuse poi formulate.
Tutti elementi che il pm è deciso a far valere di fronte ai giudici fiorentini dell’appello, forte delle condanne ottenute sullo stesso territorio per vicende analoghe.
«La decisione era nell’aria - è il commento dell’avvocato Cristiano Baroni - perché il pubblico ministero l’aveva lasciata intendere fin da subito dopo la sentenza. Per quello che riguarda il mio assistito, che più degli altri per la professione svolta ha patito la vicenda giudiziaria, sono fiducioso che anche in questo grado di giudizio si dimostrerà la sua estraneità alle accuse contestate».
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