Il presidio
Assolta l’avvocata Casamassima
Era stata accusata di calunnia, il giudice riconosce la sua innocenza
VIAREGGIO. Assoluzione piena. Perché il fatto non costituisce reato. Finisce così, con una sentenza lapidaria, il processo a carico di Antonella Casamassima, giovane e apprezzata avvocata viareggina finita sotto accusa dopo la denuncia di un’ex cliente. Calunnia il reato di cui la professionista era imputata e di cui è stata riconosciuta innocente non solo dal giudice Stefano Billet del tribunale di Lucca ma anche dallo stesso pubblico ministero che ha dovuto sostenere l’accusa in dibattimento.
Finisce così una lunga e tortuosa vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta l’avvocata Casamassima insieme all’ex cliente che aveva tutelato in una causa civile e un altro legale che con quella cliente aveva avuto nel tempo rapporti di carattere professionale.
Casamassima era stata accusata di avere istigato in qualche modo l’ex cliente a presentare alla procura della repubblica una denuncia contro l’altro legale dichiarando che questi, tra le altre cose, avrebbe formato una scrittura privata falsa nell’ambito di una questione relativa a un’eredità. Non solo: siccome quell’accusa era scaturita da una denuncia dell’ex cliente, Casamassima l’aveva querelata per calunnia, esibendo una scrittura con la quale l’ex cliente si assumeva la responsabilità del reato di cui l’avvocata risultava istigatrice. Il contenuto di questa scrittura, però, secondo gli inquirenti sarebbe stato non veritiero. Da qui l’imputazione che però, al vaglio del giudice è risultata totalmente infondata. Al punto che, come detto, lo stesso pubblico ministero alla fine del dibattimento ha chiesto l’assoluzione dell’imputata. Assoluzione che il giudice Stefano Billet ha decretato al termine del dibattimento nel quale è stata riconosciuta l’infondatezza dei capi di imputazione.
Inutile sottolineare come per Antonella Casamassima - che era difesa dall’avvocato Enrico Pompei del foro di Ascoli Piceno - questa sentenza rappresenti l’epilogo atteso di una vicenda che l’ha vista ingiustamente e fin troppo a lungo nelle vesti di imputata.
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