Il Tirreno

Versilia

Strage di Viareggio, sentenza in autunno

di Donatella Francesconi

Dinattimento terminato, si torna in aula per le discussioni il 12 settembre

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VIAREGGIO. Sette anni e due giorni dal disastro ferroviario: l’istruttoria iniziata il 13 novembre 2013 è terminata. Il presidente del Collegio, Gerardo Boragine (con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) ha detto stop al dibattimento. Fissando al 12 settembre l’inizio della discussione. Il conto alla rovescia verso la sentenza, dunque, è iniziato. Con un estate di studio per gli avvocati tutti, per la Procura e per lo stesso Collegio. Per rimettere in fila la mole di verbali formatisi lungo tre anni di processo, per confrontarsi nuovamente con i tanti - troppi - ingegneri, veri protagonisti dell’intera vicenda della strage di Viareggio tra Europa ed Italia.

Inizierà la Procura, con i pubblici ministeri Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, ad esporre le ragioni dei capi di imputazione e a formulare le richieste di condanna per gli imputati (33 persone fisiche e 9 società): i pm parleranno il 12, 14 e 15 settembre. Dal 16 al 22 tocca agli avvocati di parte civile, compresi quelli che rappresentanto Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Dal 23 al 30 settembre e poi 4,19 e 20 ottobre a giocarsi tutte le carte in una sola mano saranno i difensori degli imputati e dei responsabili civili.

Ieri mattina, per un attimo, la fine è sembrata più lontana del previsto. Perché Francesco Ruggeri Laderchi, uno degli imputati tedeschi, ha posto la pregiudiziale del trasferimento del processo alla Corte di giustizia europea, nelle more della sospensione della prescrizione già richiesta dai difensori degli imputati. Lapidaria la risposta del Collegio, nell’ordinanza conclusiva emessa: «Quanto all’istanza proveniente dall’avvocato Ruggeri, il Tribunale non ritiene si sollevare la questione di pregiudizialità innanzi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea».

Nell’ultima ordinanza di questa fase del dibattimento, il Collegio ha anche rigettato la richiesta di audizione dei periti dell’incidente probatorio, Dario Vangi e Riccardo Licciardello. Ascoltarli in aula - si legge - finirebbe per «vanificare la funzione stessa dell’incidente probatorio». Per verità di cronaca, i periti del Gip Simone Silvestri sono stati il fantasma dell’Opera: mai perizia fu meno tenuta di conto in dibattimento, considerando la schiera di consulenti che entrambe le parti in causa hanno schierato e la poca eco che nel dibattimento hanno avuto i risultati raggiunti dai due periti ampiamente contestati da Procura e parti civili nelle udienze del novembre 2011.

Sentenza attesa prima di Natale, questi i tempi ipotizzabili, per fare luce sulle responsabilità di quello che è stato il disastro ferroviario più grave in Italia dopo la seconda Guerra mondiale. Trentadue vittime tra fuoco, fumo e macerie, i sopravvissuti che ancora devono sottoporsi a lunghe e dolorose cure, quindici milioni di ricostruzione materiale di tutto ciò che il disastro ha distrutto. Ed i lutti, il dolore ogni giorno più forte, più radicato per coloro la cui vita non sarà mia più quella di prima. Perché manca e mancherà un pezzo di famiglia, un pezzo di se’. E questo non si cancella. Anche quando sembra che le lacrime siano finite.

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