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la manager versiliese

Gli ospedali affidati a Luchini «Orgogliosa di questa sfida»

VIAREGGIO. È stato affidato alla versiliese Grazia Luchini, medico-manager ed ex direttrice sanitaria della fu Asl 12, uno dei compiti più delicati e difficili nella nuova Asl Toscana nord-ovest: il...

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VIAREGGIO. È stato affidato alla versiliese Grazia Luchini, medico-manager ed ex direttrice sanitaria della fu Asl 12, uno dei compiti più delicati e difficili nella nuova Asl Toscana nord-ovest: il coordinamento degli undici ospedali delle province di Lucca, Massa, Pisa e Livorno. «È una sfida affascinante dal punto di vista professionale - afferma Luchini - Dovremo riclassificare tutti gli ospedali in base a quanto prevede il decreto Balduzzi, che spiega nel dettaglio quali siano le caratteristiche necessarie alle strutture di primo e secondo livello. Ma soprattutto dovremo uniformarne l’attività: in questo modo garantiremo lo stesso standard di cure su tutto il territorio». Compito tutt’altro che semplice: fino ad oggi, come spiega anche il dottor Mario Manca (leggi sopra), gli ospedali si sono comportati come isole. Con risultati non sempre soddisfacenti. E i problemi maggiori sembrano arrivare proprio dalle nuove strutture di Lucca e Massa. «Prima di fare delle valutazioni - replica la dottoressa Luchini - ho bisogno del tempo necessario per fare il punto della situazione. Mi sento di poter dire che quando si crea un presidio nuovo serve del tempo per registrare tutti i meccanismi, in attesa di raggiungere un’efficienza piena o quasi. Ma, ripeto, voglio studiare le carte e capire come è necessario affrontare questo lavoro».

Assieme alla Luchini e a Manca, la direzione di dipartimento è stata affidata al primario Roberto Diodati, che diventa il referente Asl per la patologia clinica (anatomia patologia e analisi clinica) e a Fabio Michelotti, che guiderà i distretti sanitari dell’intero territorio.

Incarichi importanti a primari del “Versilia” sono stati assegnati anche a Massimo Cecchi (leggi in alto), che guiderà il settore delle specialistiche chirurgiche; a Vincenzo Panichi, direttore di nefrologia, che coordinerà il lavoro su malattie renali e del metabolismo; a Ida Aragona, ex direttrice del Dipartimento di prevenzione della Versilia, che si occuperà della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare; a Federico Posteraro, primario che si occuperà della riabilitazione della zona Toscana nord.

Il nuovo assetto dipartimentale e delle relative aree dell’Asl scatta oggi, «coerentemente con i principi e gli indirizzi regionali e con lo statuto aziendale e la proposta di regolamento generale adottati dall’Asl già lo scorso 22 giugno», informa una nota.

«La definizione dei dipartimenti e delle aree e la nomina dei direttori e dei responsabili - spiega la direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis - rappresentano il primo passaggio per l’adozione del modello organizzativo già contenuto nella proposta di regolamento generale. Le funzioni e le attività attualmente presenti nelle ex Aziende verranno ricondotte ad ogni singolo Dipartimento, in attesa della definizione dell’assetto organizzativo professionale interno di ciascuno. Vengono anche istituiti i Dipartimenti delle professioni sanitarie per la valorizzazione delle competenze delle relative figure professionali. La nuova grande azienda - spiega - ha più di 13.000 dipendenti, 1 milione e 200 mila assistiti, 12 zone-distretto e 13 stabilimenti ospedalieri e, con numeri così rilevanti, è necessario adeguare gli strumenti di gestione, come stiamo facendo grazie alla collaborazione dei nostri operatori e i direttori di Dipartimento e i responsabili di Area avranno un ruolo fondamentale in questo senso.Si tratta di incarichi importanti e per questo ho incontrato personalmente questi professionisti per augurare loro buon lavoro in questa delicata fase di avvio della nuova organizzazione. Rinnovo anche il ringraziamento a tutto il personale dell’Asl per l’impegno e la professionalità dimostrati in questi mesi e in particolare ringrazio i responsabili di strutture dipartimentali cessati e i coordinatori dei gruppi di lavoro che ci hanno aiutato molto in questa fase di transizione».

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