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Salgono a quattordici i fondi chiusi in via di Mezzo
“Cruciani” se ne va dalla strada centrale di Pietrasanta Mallegni: colpa della recessione e delle troppe tasse
PIETRASANTA. L’ultimo, in ordine cronologico, ad abbassare definitivamente la saracinesca è stato la scorsa settimana “Cruciani”. Bye bye ai braccialetti che fanno tendenza con annessi saluti ad un centro storico che nel breve volgere di pochi mesi ha visto chiudere tante, forse troppe attività. Ed è soprattutto via Mazzini a sintetizzare in peggio un fenomeno di cui nessuno, a Pietrasanta, va ovviamente fiero: lungo la popolare via di Mezzo abbiamo infatti contato quattordici fondi dove l’attività è cessata. Numeri preoccupanti che accomunano tipologie commerciali diverse: il bar - come l’ex pasticceria Dazzi che riaprirà in Duomo nel mese di luglio - e la torrefazione, l'abbigliamento - fra le varie firme anche la Sisley - e le scarpe, la gelateria e la pizzeria. Ci sono, poi, le chiusure storiche, vedi la merceria che si trova all’inizio di via Mazzini e ancora il palazzone di proprietà della Finedil da una decina d'anni chiuso a doppia mandata e che ad oggi resta una cattedrale, decaduta, nel deserto.
Dietro alle saracinesche che si abbassano per sempre, in via Mazzini, ci sono diversi motivi: il caro affitti, la crisi di vendite, l'età dei commercianti, il peso delle tasse, lo scarso appeal di talune proposte, la decisione di investire altrove. Non siamo al grido di allarme, anche perché spesso alle chiusure corrispondono nuove aperture, ma una riflessione si pone perché il centro storico, dopo avere perso gran parte dei suoi residenti oggi deve fare anche il conto con una realtà che gravita, soprattutto intorno a bar, gallerie e ristoranti, e in posizione subordinata scarpe e abbigliamento. Scenario, quello appunto legato alla chiusura di attività che, a detta del sindaco Mallegni, ha due cause.
«La recessione a livello nazionale che penalizza tutti i settori dell'economia e il niente che è stato fatto negli ultimi cinque anni a livello amministrativo. Anzi, qualcosa - dice Mallegni - è stato fatto, il centrosinistra ha infatti alzato le tasse dell' 82% e oggi scontiamo anche questo. Un Comune deve garantire tre cose: pulizia, eventi con annessa promozione e ribasso delle tasse. Noi stiamo lavorando per far sì che la situazione nei prossimi anni, possa svoltare in positivo. Certo, poi servono politiche nazionali efficaci. E comunque Pietrasanta e Forte dei Marmi, a livello commerciale rispetto ad esempio a Viareggio e ad altre località, rappresentano un’isola felice».
Ma c’è chi ne ha anche per l'attuale sindaco. «Il piano della sosta, con il raddoppio delle tariffe per la sosta breve - fa sapere un negoziante di via Mazzini - e l’estensione del pagamento del parcheggio a tutti i giorni, ha rappresentato un duro colpo per molti commercianti, visto il conseguente calo delle presenze all'interno delle mura cittadine, negli ultimi mesi. E anche questo inizio di stagione estiva non ci sembra dei più rassicuranti».
Luca Basile
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