Rimossa la barriera che “nascondeva” la spiaggia libera
Il presidente dello Yachting Vezzoni: «Erano solo cannicci non c’era alcuna intenzione di ghettizzare nessuno»
FORTE DEI MARMI. Il caso della “palizzata” che avrebbe dovuto dividere la spiaggia in concessione allo Yachting Club dai frequentatori della spiaggia libera di Vittoria Apuana e che ha animato il weekend ha già trovato una rapida soluzione: la barriera non c’è più ed è stata rapidamente rimossa.
«Non c’era nessuna intenzione di ghettizzazione – spiega Graziano Vezzoni, che dello Yachting Club è il presidente - e il rumore mediatico che è derivato da una presa di posizione di un signore che peraltro non conosciamo, ha stupito anche noi. Intanto non era affatto una palizzata come qualcuno l’ha definita, ma erano dei semplici cannicci e in un tratto più interno c’era dell’altrettanto semplice tela ombreggiante di color beige. Le uniche e pochissime tavole erano sulla duna per contenere la sabbia. L’abbiamo ovviamente smontata perché non erano queste le nostre intenzioni, era stata posta in buona fede – continua Vezzoni - e c’era semmai la nostra volontà di tutelare i frequentatori della spiaggia libera circostante dall’esuberanza dei nostri ragazzi che quando fanno attività velica tendono a invadere anche altri spazi. Inoltre non diciamo certo una cosa nuova quando ricordiamo che in passato, da queste parti, erano state installate delle reti ombreggianti soltanto che erano di colore verde scuro e che alla fin fine facevano la stessa cosa ma davano un aspetto discutibile ed esteticamente meno compatibile con la spiaggia. Insomma pensavamo, forse sbagliando, di fare una cosa carina, invece siamo stati contestati, ma, senza tema di smentite, ribadisco che il divisorio non aveva alcun fine di divisorio del tipo “di qui stiano gli uni e di là gli altri”. Tra l’altro il Comune prevede già da tempo nel suo regolamento della spiaggia – conclude Vezzoni - la possibilità di erigere queste divisioni e dei triage che molti stabilimenti balneari cittadini già utilizzano da anni. Tant’è che pure noi abbiamo da tempo inoltrata un’apposita richiesta in tal senso. Quindi appena ci daranno il segnale verde faremo un triage divisorio come gli altri e anche quello non avrà alcun altro scopo che quello della funzionalità».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13731045:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/06/27/news/spiaggia-libera-a-forte-spunta-la-palizzata-per-dividere-l-arenile-1.13731045]]La vicenda è ovviamente dilagata sui social cittadini dove non tutti, però, si sono schierati contro l’iniziativa. «Sono andato di persona a controllare – scrive infatti l’ex assessore Franceschi - e la recinzione è fatta di bambù e non sta affatto male. Non è altro che una variabile di altre recinzioni, sicuramente peggiori di questa, che i concessionari mettono per difendersi da invasioni moleste. Secondo me non va vista e contestata come un’azione razzista perché il passaggio sulla battigia c’è e salvaguardare la propria concessione mi sembra che sia una cosa giusta. Quel tratto di spiaggia è principalmente uno scalo in mare per imbarcazioni a vela e se ci sono dei risentimenti per la diversa fruibilità della spiaggia libera rispetto ad esempio al circolo velico è un’altra questione. I divisori, comunque, come ha accennato il presidente dello Yachting Club sono contemplati da tempo dal Regolamento comunale che disciplina le attività sull’arenile, il quale consente proprio durante il periodo di apertura dello stabilimento balneare, facendone richiesta e ottenendo l’apposita autorizzazione dell'Ufficio Demanio, di installare triage in legno o con sagola e paletti in legno a cinque metri di distanza delle cabine. Il triage, la cui lunghezza non potrà, comunque, essere superiore a quella dell’ultima fila di tende o ombrelloni, dovrà avere un’altezza non superiore al metro ed essere degli stessi colori delle cabine o color legno naturale».
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