Il Pd a Mallegni: siamo al ridicolo
«I danni per i divieti di balneazione? È il sindaco il primo responsabile»
PIETRASANTA. È scontro, duro, fra il sindaco Massimo Mallegni e il gruppo consiliare del Pd a margine dei recenti divieti di balneazione.
«Siamo al ridicolo: un sindaco come Mallegni, che ha lasciato ai cittadini di Pietrasanta quasi quindici milioni di euro tra disavanzo e debiti fuori bilancio, vorrebbe far pagare ad altri i "danni causati" a seguito dei divieti di balneazione dei quali è il primo responsabile. È stato infatti lui, nei suoi dieci anni di amministrazione precedente - si legge in una nota del Partito democratico - a non fare niente per intervenire sulle cause reali dell’inquinamento del mare, e cioè funzionamento dei depuratori, completamento della rete fognaria e controlli sugli scarichi abusivi. Ha preferito gettare nei fossi del Fiumetto e del Motrone quintali di acido peracetico e spendere oltre un milione di euro, senza nessun protocollo avallato dagli enti preposti al controllo, solo per nascondere i sintomi dell’inquinamento e per tranquillizzare cittadini e turisti che per anni hanno fatto il bagno in zone inquinate senza saperlo. Questa situazione vergognosa è stata superata solo con il subentro dell'amministrazione Lombardi, che ha messo fine ad una pratica non autorizzata ed ha cominciato ad intervenire non sui sintomi, ma sulle cause dell'inquinamento. E se oggi Mallegni può parlare di impianti - continuano dal Pd - che potrebbero essere attivati entro la fine di luglio (anche se pensiamo che non saranno attivi prima della fine dell'estate) è solo perché chi lo ha preceduto è riuscito a coinvolgere su questa problematica la Regione e Gaia e ad ottenere importanti finanziamenti., come quello per l'impianto in progetto e i lavori di fognatura nera che si stanno realizzando nella zona del Barcaio viale Apua, non certo per suo merito. In ogni caso, ribadiamo che a garanzia di tutti, cittadini, turisti ed operatori turistici, gli impianti di trattamento devono essere solo uno degli interventi, e non l'unica soluzione, perché se non funziona il ciclo della depurazione non ci sono alternative e non ci devono essere "trucchi"».
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