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Lotta ai rumori notturni Eresiarca costretto ai lavori
Il locale di via Colombo sfora di soli tre decibel il limite consentito dalla legge Ora il titolare dovrà adeguarsi entro trenta giorni per evitare la chiusura
LIDO. Avrà tempo trenta giorni l’enoteca l’Eresiarca di Lido per fare nuovamente i lavori e rientrare di quei tre decibel di eccesso rispetto alla soglia prevista dalla legge sul rumore notturno (25 decibel). Altrimenti può rischiare anche la chiusura.
Il locale che si trova sul viale Colombo è stato sottoposto a un’ordinanza nella quale viene prescritto al titolare, Simone Frediani, di far cessare l'inquinamento acustico prodotto dalla cucina durante la notte. A fare troppo rumore sarebbero gli impianti di aspirazione, le cappe, che passano da un lato dello stabile in cui si trova il locale.
Già l’anno scorso il pub era stato invitato a ridurre il rumore ma ancora supera di tre decibel il limite consentito durante l'orario notturno (quello compreso tra le 22 e le sei del mattino).
La gestione ha già affrontato una prima ristrutturazione perché il rumore era molto più forte. I titolari e l'architetto pensavano che il problema fosse risolto.
Risale a marzo la comunicazione della fine delle opere necessarie a contenere i rumori prodotti dagli impianti di aspirazione. Quei lavori però non sono stati sufficienti perché i nuovi rilevamenti fonometrici hanno stabilito ancora lo sforamento del limite di quei tre decibel. I lavori che la gestione dovrà fare, secondo l’ordinanza, dovranno essere coordinati da Arpat che ne dovrà stabilire le modalità.
La richiesta di adeguamento arriva a seguito proprio di una nota di Arpat datata 22 aprile la quale mette per iscritto che, visti i risultati, saranno necessari ancora ulteriori interventi di bonifica per sanare la situazione.
«Il problema dura da più di un anno e mezzo - racconta una signora che sta nelle vicinanze - avevamo sollecitato affinché venisse risolto il fastidio ma viviamo costantemente con questo ronzio durante la notte. A Lido - dice - il problema del frastuono notturno è senza controllo e sta invadendo tutto il paese. Prima era tutto relegato a un quadrilatero di strade, ora il problema si è esteso perché continuano ad aprire locali e anche noi che prima eravamo lontani ci ritroviamo nel bel mezzo della movida».
Da parte della gestione fanno sapere che già si erano dimostrati disponibili a interventire ma che, non appena l’ordinanza verrà notificata, faranno di nuovo le dovute valutazioni e vedranno di risolvere la questione. Il locale dovrà adeguarsi entro i trenta giorni oppure rischia anche la chiusura temporanea dell’attività.
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