Il Tirreno

Versilia

Lirica, sul caso Sgrò ora interviene la Corte dei Conti

di Donatella Francesconi
Lirica, sul caso Sgrò ora interviene la Corte dei Conti

I magistrati vogliono chiarimenti sull’incarico del Pucciniano in seguito all’esposto presentato da Alessandro Santini (Fi)

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VIAREGGIO. Fondazione Festival Pucciniano chiamata a rispondere alla Corte dei Conti in merito all’esposto del consigliere comunale di Forza Italia, Alessandro Santini, sull’incarico allo Studio Sgrò in materia di sicurezza. Nei giorni scorsi in riva al lago è arrivata la richiesta di chiarimenti inviata dalla Corte dei Conti e la risposta è già sul tavolo dei magistrati del massimo organismo di controllo contabile sugli enti pubblici.

Il contratto con lo Studio Sgrò - oggi nelle mani di Carmelo Sgrò, figlio di Pasquale, tra i maggiori sostenitori della campagna elettorale del sindaco Giorgio Del Ghingaro - è stato formalizzato dalla Fondazione il 23 marzo di quest’anno: per una cifra di 18mila euro nel 2016 ed altrettanti nel 2017. Al posto degli 8.900 - così l’interrogazione-esposto del consigliere Santini - spesi nel 2015 per l’allora responsabile della sicurezza, lo studio Bellandi e Petri di Lucca. Che per 18 anni ha svolto lo stesso incarico.

Oggi, nelle carte del Festival che l’assessore Rossella Martina ha consegnato al consigliere Santini senza altra risposta all’interrogazione, si legge come si è arrivati al cambio di contratto. Il 31 maggio scorso il presidente della Fondazione, Alberto Veronesi, nella relazione sintetica sulla questione: «La necessità e l’urgenza di procedere alla stipula di un nuovo contratto di consulenza, sicurezza e Rspp (Responsabile del Servizio prevenzione e protezione, ndr) con altro soggetto professionale rispetto a quello precedente rappresentanto dallo Studio Bellandi si sono poste in conseguenza di una serie di criticità manifestatasi nel corso dell’esecuzione dell’incarico». Le parole di Veronesi sono anche più dure, ed il presidente fa riferimento esplicito all’infortunio accaduto ad un tenore, durante uno spettacolo, nella stagione lirica 2015. Incidente sul lavoro con procedimento penale ancora aperto e che vede la Fondazione difesa dall’avvocato Riccardo Carloni, il quale ha come consulente tecnico nel procedimento in questione lo stesso Studio Sgrò che successivamente ha assunto l’incarico per la Fondazione. Lo stesso Sgrò - scrive Veronesi - «era stato indicato quale proprio consulente dall’avvocato Riccardo Carloni, incaricato dalla Fondazione degli adempimenti concernenti la redazione del Modello di organizzazione, gestione e controllo».

Il costo maggiore dell’incarico - spiegano al Pucciniano - è giustificato dal numero di verifiche sul posto che lo Studio Sgrò si è impegnato a fare «disponendo di maggior personale».

In realtà nel contratto con lo Studio Bellandi che il Festival ha sottoscritto non si indicano le presenze delle quali la Fondazione necessita né la frequenza delle stesse, mentre ciò viene messo nero su bianco - all’indomani dell’infortunio 2015 che vede cinque avvisi di garanzia, tra i quali quello per il presidente Veronesi - nel contratto con lo Studio Sgrò.

Lo studio Bellandi non è stato coinvolto nella vicenda giudiziaria, né la Fondazione - così viene assicurato al “Tirreno” - ha ritenuto o ritiene, di rivalersi in qualsiasi modo nei confronti dei professionisti. Pur scrivendo il presidente Veronesi che «è venuto meno irrimediabilmente il rapporto fiduciario con lo Studio Bellandi e Petri». Studio che ha ricevuto recentemente dalla Fondazione l’incarico per la Certificazione degli impianti elettrici del Gran teatro. Per gli impianti elettrici di tipo terziario ed industriale il riferimento è il Testo unico sulla sicurezza che dedica al rischio elettrico ben otto articoli. Impossibile, dunque, affidare questo incarico a qualcuno cui si imputa di aver fallito nella tutela della sicurezza dell’ambiente di lavoro.

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