Il Tirreno

Versilia

Svaligiano la villa dell’ex assessore Pistoia

di Donatella Francesconi
Svaligiano la villa dell’ex assessore Pistoia

In casa c’era il figlio diciannovenne che i malviventi hanno chiuso a chiave in camera. Potrebbe essere stato narcotizzato

3 MINUTI DI LETTURA





TORRE DEL LAGO. Quando Nicodemo Pistoia e la moglie, all’ora di pranzo, rientrano nella casa violata dai ladri il pensiero è uno solo: «Ce l’hanno ammazzato». Perché nell’abitazione, ieri mattina, era rimasto il figlio diciannovenne. Che i malviventi potrebbero aver narcotizzato, prima di chiuderlo a chiave nella sua camera. Per fortuna quando Pistoia - titolare del Camping dei Tigli ed ex assessore della giunta Lunardini - e sua moglie riescono ad aprire la porta della stanza del figlio trovano il ragazzo ancora addormentato e senza neanche un graffio. La sera prima aveva mangiato una pizza con mamma e papà e non aveva certo fatto tardi. Ecco perché il padre ipotizza, di fronte a quel sonno così prolungato, che possa essere stato utilizzato del narcotico.

Anche perché di rumore, tra quelle mura, ne è stato fatto. «Hanno tagliato la cassaforte direttamente nel muro - racconta l’imprenditore con la voce molto provata dall’accaduto - . È rimasto l’odore acre dei dischi in ferro dell’attrezzo che hanno utilizzato per sventrare il posto che custodiva tutto quello che avevamo». La conta dei preziosi sottratti è presto fatta: «Ci sono rimaste solo le fedi. Hanno portato via proprio tutto: le catenine delle Comunioni dei ragazzi, la collana che mi ha lasciato mio padre in punto di morte. Hanno preso ogni cosa».

Gioielli e denaro. Per una cifra che il politico di Forza Italia deve ancor quantificare. Mentre si concretizza un pensiero terribile: «Ci hanno tenuto d’occhio. Hanno seguito le nostre mosse». Qualche giorno fa, «è scattato l’allarme di casa. Ho controllato, ma non c’era niente di anomalo». Ed i vicini hanno raccontato ieri di avere notato un via vai di auto «strane» da qualche giorno.

Certo è che per agire in una mattina festiva, tra le 9 e le 13,10, con le famiglie in casa, una persona all’interno della villa presa di mira e senza che nessuno si sia accorto di niente, non può trattarsi di ladri improvvisati. Anche considerando che la gran quantità di preziosi rubati - i gioielli di una vita - andranno pur piazzati da qualche parte.

Alla domanda se l’allarme in casa fosse o meno inserito, Pistoia spiega di non saper rispondere: «Io esco sempre presto. Mia moglie ha lasciato più tardi l’abitazione ma proprio non riesce a ricordarlo». L’emozione è stata fortissima ed è probabile che la memoria riaffiori nelle prossime ore. «E comunque non è che posso mettere i cecchini», sbotta l’ex assessore.

Né i cecchini, e neppure la porta blindata anche sul retro della villa. Perché è da lì che i ladri sono entrati, spaccando maniglia e serratura e lasciando a terra i resti del legno che si è facilmente sbriciolato sotto gli attrezzi da scasso. Resta da capire se qualcuno, intorno, ha visto qualcosa. «Non viviamo certo nel deserto - ricorda la vittima del furto -: vicino alla mia abitazione ci sono intere palazzine». Un particolare che non ha fermato gli autori del furto, così come non li ha scoraggiati il fatto che davanti alla villa fosse rimasto lo scooter del ragazzo. «Sono convinto che abbiano preso nota dei nostri spostamenti e anche dei mezzi che utilizziamo per spostarci», è il pensiero che non abbandona l’imprenditore.

Il personale del commissariato di Viareggio è al lavoro per ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Il dirigente Raffaele Gargiulo, nei giorni scorsi, aveva annunciato: «Su ogni furto che ci viene denunciato la polizia Scientifica si mette al lavoro. Voglio tutte le impronte rilevabili». Un motivo in più per non lasciare che questi episodi passino in silenzio. Perché è una certezza che ad ogni nuovo fatto, altri se ne aggiungono e basta un giro sui social per rendersene conto. «Un mese fa mio figlio era da solo in casa alle 20,15 circa e sono entrati con lui in camera, sul letto che guardava la tv», racconta la torrelaghese Cristina Trogi: «Ha avuto il sangue freddo di prendere la mazza da baseball e difendersi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino