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Raffica di bocciati al Nautico Artiglio Protestano i genitori
Nelle classi seconde solamente 24 su 57 passano in terza Le famiglie coinvolte si uniranno per fare ricorso al Tar
VIAREGGIO. I genitori del liceo Nautico Artiglio di Viareggio sono in agitazione. Stiamo parlando per la precisione delle mamme e dei babbi dei ragazzi delle seconde. Tre sezioni per un totale di 57 studenti, di questi solo 24 sono riusciti a passare direttamente in terza. Gli altri sono stati bocciati oppure sospesi, cioè rimandati a settembre.
Le famiglie vogliono ricorrere al giudice amministrativo per rimediare alla situazione dei venti ragazzi bocciati, che dovranno ripetere l’anno, e dei tredici che sono stati sospesi a settembre, e che quindi sapranno solo a fine estate il loro destino scolastico.
A capitanare la protesta è una mamma, di cui manterremo l’anonimato per tutelare l’identità del figlio. Non si capacita di come sia possibile che tanti ragazzi non siano riusciti a superare l’anno: «A parere mio e degli altri genitori che si sono mobilitati insieme a me - dice - questa non è una sconfitta per noi ma per la scuola tutta che non è riuscita a svolgere il suo ruolo di educazione. Tra questi 33 studenti ci saranno sicuramente alcuni che non sono all’altezza di superare l’anno. Ma il fatto che più della metà non sia stata promossa, anche con il minimo dei voti, è una cosa su cui gli insegnanti dovrebbero interrogarsi».
I genitori sono già in contatto con un avvocato che ha preso in carico la richiesta dei genitori e tenterà di ribaltare la decisione dei consigli di classe. Seguiranno la strada insieme dividendo il costo delle spese legali.
«Sarà un percorso lungo, lo sappiamo - dice la signora - e anche molto oneroso, ma vogliamo che sia ristabilita la giustizia: ci sono stati alunni, come mio figlio, che hanno fatto molti sacrifici durante questo anno scolastico per riuscire a passare. Non posso credere che questi sforzi non siano stati riconosciuti dalla scuola. Se ci sono altri genitori disposti a combattere, vuol dire che non è solo lamentela di una madre delusa: crediamo che dietro alla scelta di decimare le classi ci sia una ragione di utilità: i promossi hanno una media superiore al 6,45, questo ci fa credere che tutti quelli sotto quella media siano stati penalizzati per permettere di alzare il livello di rendita delle classi del triennio».
A rispondere alle accuse arriva la dirigente dell’Artiglio, Nadia Lombardi, la quale difende l’operato della sua scuola: «Non c’è stata nessuna manovra “politica”, non ne avremmo avuto motivo, né alcuna convenienza. In altre classi ci sono anche casi in cui non è stato bocciato nessuno. Se i genitori credono che rivolgersi al Tar sia una strada percorribile, lo facciano. Troveranno i registri in ordine e i documenti che certificano la bontà del nostro lavoro. Siamo più che certi di aver agito nel bene degli studenti: abbiamo valutato tutti, caso per caso. Semplicemente i ragazzi non avevano studiato. Quando la situazione è così non è che i consigli possano fare gran che. Mi stupisco - aggiunge - che i genitori si meraviglino: la scuola ha i registri elettronici dai quali si può controllare l’andamento dei figli durante tutto l’anno. Quello che non era chiaro poteva essere chiesto ai colloqui con gli insegnanti. Insomma, abbiamo la coscienza pulita», conclude.
I genitori però non mollano e smentiscono le parole della dirigente: «I registri elettronici non sono stati uno strumento di trasparenza ma uno specchio dell’inefficienza della scuola - dice la madre fautrice della protesta - spesso le informazioni sui risultati e sull’oggetto delle prove cambiava nel tempo senza che si potesse capirne la ragione. Al colloquio con i professori mi era stato comunicato che per le materie del primo periodo recuperato avrebbe fatto fede solo il voto del recupero, cancellando di fatto tutti i precedenti voti, ma a giudicare da quanto riportato sulla pagella dello scrutinio finale non si è tenuto conto delle materie recuperate dai ragazzi. Il sistema elettronico inoltre aveva diverse falle, su questo non c’è alcun dubbio. E ora i nostri figli devono scontare tutto ciò».
«Se c’è stato un difetto nei server - controbatte la dirigente - è stato solo all’inizio dell’anno quando abbiamo aggiornato il sistema infomatico. Non c’è stato nessun malfunzionamento»
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