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Telline tracciabili: «È davvero dura trovarle a Viareggio»
VIAREGGIO. C’è chi gli spaghetti alle arselle non ci prova nemmeno a inserirli nel menù. E chi, invece, ce l’ha nella carta, ma le anime sono di provenienza francese. Perché comprare le telline...
VIAREGGIO. C’è chi gli spaghetti alle arselle non ci prova nemmeno a inserirli nel menù. E chi, invece, ce l’ha nella carta, ma le anime sono di provenienza francese. Perché comprare le telline pescate in Versilia e restare in regola con le norme sulla tracciabilità, è un’ impresa quasi impossibile.
Lo dicono alcuni ristoratori di Viareggio, a cui poco importa, sul fronte menù, del divieto temporaneo di raccolta e commercializzazione delle arselle scattato ieri, dopo i controlli dell’Asl sui molluschi.
«Trattiamo le telline, ma solo quelle francesi» spiega Guido Lombardi, titolare del ristorante Da Giorgio di via Zanardelli. Il ristoratore se le fa arrivare dalla Francia per un motivo: «Sono tracciabili e noi, così, possiamo lavorare tranquilli». Una scelta fatta sette anni fa al ristorante Da Giorgio «perché - spiega il titolare - nelle nostre zone ci sono troppe difficoltà ad acquistare telline nel rispetto delle regole. Qui sono tutti “dilettanti” che vendono un prodotto non tracciabile. Chi è che se compro dieci chili di arselle mi fa la fattura? Nessuno. Noi abbiamo deciso di pagarle di più facendole arrivare dalla Francia, ma almeno siamo tranquilli. Il blitz della Capitaneria di qualche settimana fa - conclude Lombardi - è stato fatto anche da noi. Sono venuti e hanno trovato tutto in regola». Il riferimento è all’operazione del 12 aprile scorso, quando furono sequestrati 62 chili di anime in un ristorante di Viareggio. Il prodotto era servito in pieno periodo di fermo pesca ed era senza etichetta.
Al ristorante Da Romano non hanno di questi problemi. «Le arselle - spiega infatti il titolare Romano Franceschini - non le abbiamo in menù perché non se ne trova molte per via della tracciabilità. È inutile tenere un prodotto sulla carta che poi non si può avere sempre» (nel caso in cui, ovviamente, venga rispettata la normativa). «Non vale la pena farsele arrivare dalla Francia. Noi - va avanti Romano - trattiamo le vongole».
«I grossisti - commenta infine Esmeralda Giampaoli, presidente nazionale pubblici esercizi di Confesercenti - lavorano prodotti tracciati, che molto spesso vengono da fuori. Le arselle certificate sono francesi. Qui se ne trova poche autorizzate».
Beatrice Faragli
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