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La voce delle mamme: no all’impianto per la cremazione
TORRE DEL LAGO. Striscioni, lenzuoli, cartelli e volantini. Ovunque. Per dire no all’impianto di cremazione che Asp prima e “I Care” dopo ha in programma di costruire. Torre del Lago si mobilita e le...
TORRE DEL LAGO. Striscioni, lenzuoli, cartelli e volantini. Ovunque. Per dire no all’impianto di cremazione che Asp prima e “I Care” dopo ha in programma di costruire. Torre del Lago si mobilita e le mamme che fanno parte del comitato “No forno” parlano schietto: «Al primo segnale di lavori in corso, ai macchinari sarà impedito l’ingresso in paese». Il comitato, che si riunisce ogni martedì sera, l’8 giugno ha chiesto un incontro al sindaco Del Ghingaro e all’assessore Pesci. «Ci spaventa un’amministrazione che va avanti per la propria strada e non ascolta», dichiarano Arianna Picchi, Francesca Palmerini, Serena Cortesi, Liandra Lucarelli. Che continuano: «Così è una tirannia. Senza conoscere la realtà. Siamo sicure che il sindaco non è mai passato davanti al cimitero di Torre del Lago».
Del processo partecipativo promesso dalle delibera di indirizzo votata dal consiglio comunale non c’è traccia, sottolineano le madri del comitato: «In compenso non abbiamo mai visto Torre del Lago così unita così unita: si è davvero riscoperta una coscienza paesana. C'è perfino chi va in giro con il volantino del comitato attaccato al cestino della bicicletta. Tutti parlano di questo».
L’unica frazione di Viareggio, da sempre in cerca di separazione dal Comune, dove «con fatica i cittadini hanno cercato di ritirare su il turismo», diventa vitale per l’amministrazione «quando c’è da costruire il forno crematorio tra le case, i campi delle vigne, gli orti, due scuole». Dentro un cimitero che non ha la viabilità adatta per sostenere il via vai dei carri funebri. Paura per il futuro economico di Torre del Lago, per la salute («ad Arezzo aprono la finestra e trovano le polveri»), ma anche per «il possibile passaggio in mani private dell’impianto, una volta meso in funzione».
Donatella Francesconi
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