Strage. L’arcivescovo: "La Chiesa dice no alla prescrizione"
Dal consiglio comunale aperto riunito al Gran teatro Puccini di Torre del Lago si leva unanime il sostegno alla richiesta di giustizia dei familiari delle vittime
VIAREGGIO. La Repubblica italiana «è stata pesantemente assente» nei confronti di quella che «non è la strage di Viareggio, ma una strage d’Italia». È questa la «drammatica verità» che Stefano Baccelli, parlando a nome del presidente della Regione, Enrico Rossi, ha voluto portare la consiglio comunale aperto tenuto a pochi giorni dal settimo anniversario del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Un consiglio nel corso del quale si è levata forte la voce dell’arcivescovo Italo Castellani: «Il mio no, insieme alla Chiesa di Lucca, alla prescrizione della strage di Viareggio e di stragi similari». Ma Castellani, che in quei giorni di morte e strazio per un città intera celebrò le esequie solenni in uno stadio dei Pini spettrale sotto il sole del 7 luglio, ha fatto di più ieri sera: «Condividiamo il documento dei familiari». Ed è come se dal pulpito avesse ricordato che i mercanti devono abbandonare il tempio. Perché i familiari delle vittime chiedono a gran voce - e non da oggi - che gli imputati ex manager di Ferrovie si dimettano dagli incarichi che oggi ricoprono. A partire da Mauro Moretti, oggi amministratore delegato di Finmeccanica (con stipendio aumentato) e nel 2009 stesso incarico in Ferrovie.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13633968:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/06/09/news/assile-graffiato-dalla-rete-ecco-perche-la-ruggine-1.13633968]]«Ho protocollato una mozione, che non verrà calendarizzata mai, per togliere a Moretti il cavalierato datogli dal presidente della Repubblica (Napolitano, ndr) undici mesi dopo questo disastro», ricorda la senatrice del Movimento Cinque stelle, la carrarina Sara Paglini. Che ha messo i puntini sulle “i” della prescrizione: «altro non è che un farla franca, E questo è accaduto nel nostro Pese per 1 milione e mezzo di procedimenti giudiziari da quando è stata approvata la legge Cirielli». Ovvero dal 2005. Paglini ricorda anche di aver «provato a chiedere una commissione di inchiesta parlamentare» sul disastro di Viareggio. Ma il Governo italiano, che non si è costituito parte civile accettando per intero il risarcimento di Ferrovie con la decisione del presidente del consiglio Letta, non ci sente. Tanto che - ricorda Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” - «dal 24 settembre 2015 quando abbiamo incontrato il presidente della Repubblica, Mattarella, ed il ministro della giustizia, Orlando, non abbiamo più saputo niente». E se i familiari sono ancora qui, dopo sette anni, in strada, in piazza, nei palazzi delle istituzioni, nell’aula del Polo fieristico di Lucca è perché «per evitare l’insabbiamento serve la memoria critica». La memoria che porta per l’Italia ed il mondo il pluripremiato cortometraggio “Ovunque proteggi” di Massimo Bondielli, proiettato ieri sera nella sala dell’Auditorium del Gran Teatro Puccini.
Per Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore (unico a ricordare il licenziamento di Riccardo Antonini), «il documento presentato dai familiari delle vittime è solo l’inizio di un programma», dentro il quale l’impegno è a «mettere in piedi un progetto di sicurezza nelle scuole». Mentre la consigliera regionale della Lega Nord, Elisa Montemagni, va giù decisa come solo le donne sanno fare: «Sono disposta ad una mozione in Regione affinché l’Ente si impegni a far firmare quel testo da tutti i Comuni della Toscana».
Voci di donne. Quella della giovane consigliera, unita a quella di Daniela Rombi, vice presidente del “Mondo che vorrei”, quando legge il messaggio di Tommaso, dieci anni, quinta elementare. Il quale, letto il libro a fumetti sulla strage, scrive al marito di Daniela, Claudio Menichetti: «Spero che papà e mamma mi raccontino tutto su questa storia. Ho già ritagliato le pagine dei giornali...». Ed allora, «un bambino di dieci anni ha capito che cosa è successo il 29 giugno a Viareggio», chiude così il proprio intervento Daniela Rombi. Mentre gli adulti sono ancora lì che cercano scuse per non capire, viene da aggiungere.
Ed ancora una voce al femminile, quella di Gloria Puccetti, presidente del Coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”: «Fidatevi di quello che vi chiediamo - così si è rivolta Puccetti alle istituzioni presenti -. Perché abbiamo bisogno di avervi al nostro fianco».
Ora tocca a Viareggio: «Il documento che è stato presentato questa sera da Marco Piagentini sarà approfondito dalla Giunta e dai consiglieri, già dalla prossima settimana. Perché questo deve essere il documento della comunità di Viareggio. Augurandoci che tanti altri Comuni ci vengano dietro».
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