C’era una volta Lido di Camaiore
Le scuole raccontano in un libro le storie del litorale che non c’è più
LIDO. Il primo nucleo di residenti, quello che nel 1886 si stanziò a Lido, formato da Giuseppe Baldini e sua moglie Serafina Fialdini. La prima strada, via del Fortino, che congiungeva l'Aurelia al mare. La spiaggia incontaminata e allo stato brado degli anni ’20 del Secolo scorso, senza un ombrellone o una sdraio. E quegli edifici, che sembrano lì da sempre, che c’erano 100 anni fa come ci sono oggi, ma che sono cambiati nella forma e nella destinazione, diventando altro rispetto a come erano stati immaginati e costruiti.
È una Lido di Camaiore sconosciuta ai più quella che emerge da “Sospesi tra terra e mare”, il libro scritto dai ragazzi delle scuole di Camaiore presentato proprio ieri all'istituto Gaber di via Trieste. Com’era Lido di Camaiore prima del pontile, degli stabilimenti, degli hotel e del turismo, prima che l'uomo la cominciasse a plasmare per le sue esigenze? Da questa domanda sono partiti i ragazzi delle scuole di Lido e di Camaiore, sposando un progetto portato avanti dall'associazione balneari con l'aiuto dei docenti e di diversi storici locali.
Non un saggio e neanche un racconto: si tratta di un libro che porta il lettore a rivivere e vedere con altri occhi quei posti che pensa di conoscere da sempre.
A volte bastano delle immagini a rendere chiaro come è cambiato il territorio. Parlano da sole, ad esempio, le foto degli scogli che spuntavano dalla sabbia e dall'acqua alla foce della Fosse dell'Abate. O le immagini, frutto di una certosina ricerca storica, che mostrano il cambiamento che è toccato in sorte all’edificio che oggi ospita l’hotel Le Dune che nel tempo è stato prima Ospedale Militare, poi Hotel (albergo Oceano), poi casa vacanze della Montecatini Edison, prima di venir definitivamente demolito e ricostruito con l'attuale e caratteristico profilo che ospita Le Dune.
Ma Lido non è fatta solo di edifici e luoghi. È fatta di persone, di personaggi tipici, curiosi, rimasti nei ricordi di tutti. Come Picciù che a Lido veniva a vendere aquiloni artigianali, o i frequentatori del mitico locale “Merlo”, o ancora Carnera, Lampo, Gigi il menestrello col suo corno d'ottone a richiamare l'attenzione dei bambini verso il suo cesto pieno di bomboloni, o ancora Pasubio, che vendeva il gelato artigianale in riva al mare a 10 lire.
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