Italia
L’avvocato De Prete può tornare a lavorare
Revocata la sospensione per l’inchiesta dell’Antimafia su truffe e camorra Il suo legale: il tribunale ha già riconosciuto che con questa vicenda non c’entra
VIAREGGIO. L’avvocato viareggino Massimo De Prete, 42 anni, messo sotto inchiesta dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze per la vicenda delle presunte truffe legate alla camorra, può tornare a lavorare. Il tribunale del Riesame del capoluogo toscano ha accolto la sua richiesta di revoca della sospensione di tre mesi dall’attività professionale.
La sospensione era stata decisa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale fiorentino, su indicazione dalla Dda (titolare delle inchieste su presunti fatti di mafia nella regione). L’avvocato difensore di De Prete, il collega Sandro Guerra, aveva fatto opposizione. Che è stata accolta dai giudici del Riesame.
Secondo la Procura antimafia, esisteva in Versilia un’associazione a delinquere affiliata al clan dei Casalesi, che mirava a rimpolpare le casse del clan truffando le compagnie di assicurazione. Le truffe venivano portate a termine organizzando falsi incidenti d’auto, con tanto di perizie e testimoni fasulli. Secondo quanto riferisce il pentito Francesco Martino, De Prete avrebbe seguito, in cambio di un compenso, 300 pratiche di risarcimento per falsi incidenti. Risarcimenti che, per una fetta consistente, sarebbero finiti nelle casse della camorra.
«Il tribunale del Riesame - spiega l’avvocato Guerra - non si è limitato a revocare il provvedimento di sospensione dall’attività professionale. Ha parlato anche del merito della vicenda. Affermando che l’avvocato De Prete non fa parte di alcuna associazione a delinquere, ammesso che l’associazione a delinquere ipotizzata dagli inquirenti esista. Viene riconosciuta, insomma, l’assenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di De Prete. E si ribadisce che questi signori finiti nell’inchiesta in realtà si servivano di diversi legali». E ora? La Procura può fare ricorso in Cassazione contro la revoca della sospensione, prima di valutare se e come proseguire con l’inchiesta. Per cui sono ancora agli arresti domiciliari Cesario Marino e Gianluca De Chiara, secondo la Procura gli organizzatori dei falsi incidenti. «Siamo in attesa di capire cosa accadrà - conclude l’avvocato Guerra - come difensore di De Prete mi auguro un’archiviazione delle accuse e un’uscita più rapida possibile da questo incubo per il mio assistito».
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