Consiglio comunale aperto sulla strage di Viareggio
Il 9 giugno all’auditorium a Torre del Lago alla presenza dei rappresentanti degli altri Comuni. I familiari delle vittime tornano a chiedere le dimissioni di Moretti
VIAREGGIO. «Tutti gli anni viene questo mese di giugno», ed è un pensiero tanto semplice quanto agghiacciante quello di Daniela Rombi che lunedì 6, insieme a Marco Piagentini, ha presentato il documento dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, sette anni fa. Documento che sarà presentato al consiglio comunale aperto del 9 giugno, alle 21, auditorium pucciniano a Torre del Lago. Con loro la presidente del consiglio, Paola Gifuni. Il sindaco era assente in quanto impegnato in una riunione per la nuova società “I Care”.
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Un documento - ha spiegato Marco Piagentini - «che è frutto del cammino fatto con il cortometraggio “Ovunque proteggi” in tutta Italia. Altri consigli comunali attendono che Viareggio approvi il documento, per poi procedere sulla stessa strada». Non sarà cosa semplice ed i familiari delle vittime lo sanno. Dopo il consiglio comunale aperto, infatti, dovrà seguire una seduta vera e propria per il voto sul testo proposto che contiene elementi identici a quelli che hanno portato allo scontro con l’amministrazione Betti nel 2014.
Prima fra tutti la richiesta di «immediate dimissioni con sospensione dagli incarichi pubblici e statali degli ex vertici di Ferrovie oggi imputati nel processo per il disastro di Viareggio. A cominciare da Mauro Moretti, sette anni fa ad di Ferrovie ed oggi stesso incarico in Finmeccanica con aumento di stipendio e cavalierato ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I familiari delle vittime, riuniti nell’associazione “Il mondo che vorrei”, nel documento ritengono che «ai manager e agli amministratori delegati di aziende pubbliche debba essere imposta per statuto la rinuncia alla prescrizione». Impegnando tutti affinché «i reati per il procedimento in corso non cadano in prescrizione». Cosa che la norma non rende possibile, e non accadrebbe per Viareggio neppure se intervenissero modifiche, ma resta il fatto che la prescrizione per l’incendio che si è portato via vite umane e ha ustionato corpi che ancora ne portano i segni e nel soffrono le conseguenze è moralmente, umanamente ed anche giuridicamente inaccettabile. Perché tutti gli anni viene e verrà questo mese di giugno.
Nel documento che sarà letto di fronte al consiglio aperto agli interventi, alla presenza delle rappresentanze degli altri consigli della Versilia e delle istituzioni invitate, anche la rinnovata richiesta di sia «reintegrato» Riccardo Antonini, ferroviere licenziato il 17 novembre 2011 «per essere stato - così il documento - al fianco dei familiari delle vittime».
Il cammino verso l’approvazione del documento è irto di ostacoli: «Il testo è questo e tale rimane», sono le parole di Marco Piagentini: «Si vedrà se l’amministrazione di Viareggio sta con i familiari delle vittime della strage oppure no».
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