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Sulla nuova “I Care” il no dei revisori dei conti

VIAREGGIO. «Abbiamo salvato i servizi e conservato tutti i posti di lavoro di una società fallita e con il Comune in dissesto. In Italia è la prima volta che succede». Giorgio Del Ghingaro in...

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VIAREGGIO. «Abbiamo salvato i servizi e conservato tutti i posti di lavoro di una società fallita e con il Comune in dissesto. In Italia è la prima volta che succede». Giorgio Del Ghingaro in consiglio comunale presenta il suo “gioiello” e ringrazia assessori e maggioranza. Nasce “I Care” che somma ex Asp ed ex Viareggio Patrimonio e si occuperà anche dei tributi. Trentacinque dei 63 dipendenti della fallita Patrimonio vengono assorbiti dalla nuova società, mentre gli altri migrano verso Mover e Sea Risorse (le due società hanno lo stesso socio privato), Sea Ambiente (pubblioc-privata) e Sevas (società della Provincia di Lucca destinata ad essere assorbita dalla Regione).

I revisori dei conti. Un risultato che trova il parere «non favorevole» (e quindi contrario) dei revisori dei conti del Comune (presidente Daniele Limberti con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano). Tra i motivi che spingono i revisori al no, quello relativo ai rapporti contrattuali per i lavoratori che dalla Patrimonio passano al settore tributi della nuova “I Care”: «L’inquadramento nel settore terziario-commercio Confcommercio - scrivono i revisori - deve ritenersi del tutto provvisorio e circoscritto ad un breve periodo, poichè si tratterebbe di un’impostazione da ritenersi del tutto errata in quanto l’unico contratto di lavoro aderente all’attività in questione risulta quello in vigore presso le società di riscossione». L’adeguamento comporterà «la revisione dei costi di esercizio, diversi da quelli previsti». Per cui, «in presenza di riferimenti che a tutti gli effetti debbano considerarsi del tutto provvisori, anche il Piano economico-finanziario assume le stesse caratteristiche». Il che significa - questa la logica conclusione - che “I Care” parte in equilibrio su un piede solo. Senza contare che, continuano i revisori, «la rappresentazione della convenienza ed economicità non risulta direttamente dimostrata, dal momento che manca una qualsivoglia rappresentazione delle condizioni che attualmente sono praticate da società in house da tempo presenti sul mercato, con alle spalle le esperienze e le conoscenze consolidate per gestire il delicato settore dei tributi comunali».

Il dibattito. Un Piano finanziario, quello di “I Care” - ha ricordato il capogruppo del Pd, Luca Poletti - che «a seguito dell’approvazione del nostro emendamento avrebbe dovuto anche tener conto delle indicazioni del cosiddetto “Decreto Madia”».

Mentre il Pd si è astenuto, l’opposizione di centrodestra non ha partecipato al voto, ed il Movimento Cinque stelle ha votato contro. «Non voterei le delibere in queste condizioni - sono le parole di Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini - neppure se fossero portate in consiglio dal partito al quale fossi iscritto. Come consiglieri comunali siamo qui in applicazione del Testo unico. E oggi mancano i presupposti legali». Per Forza Italia, Alessandro Santini ha aggiunto: «Sfido chiunque a trovare dei consigli di amministrazione che votino senza il parere favorevole dei revisori dei conti».

Di diverso avviso Riccardo Pieraccini, capogruppo di “Viareggio tornerà bellissima”: «Il parere dei revisori è consultivo ma non obbligatorio per i nostri voti». E la presidente della commissione bilancio, Stefania Carraresi (Lista Del Ghingaro) ha dichiarato: «Il fallimento della Patrimonio è stato la conseguenza ineludibile delle inettitudini delle precedenti gestioni della cosa pubblica». (d.f.)

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