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Patrimonio, ultimi atti Lavoratori Asp in assemblea

Patrimonio, ultimi atti Lavoratori Asp in assemblea

Non è stato ancora approvato il Piano finanziario della nuova I Care (ex Asp) Servirà un altro consiglio, ma il 31 scade l’esercizio provvisorio e tutti a casa

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VIAREGGIO. Grande la confusione sotto il cielo della corsa contro il tempo per il trasferimento dei dipendenti della Viareggio Patrimonio. Il consiglio comunale ieri ha approvato la delibera di “Disciplina per la stipula di contratti di servizio tra Comune di Viareggio la società interamente partecipata ’I Care’”. La delibera fissa le linee normativa cui dovranno attenersi i futuri contratti che il Comune stipulerà con la società “ I Care”. Per la quale, però, non è stato ancora approvato il Piano finanziario. Rinviato, nella seduta del consiglio di ieri, perché al Piano manca il parere dei revisori dei conti del Comune. Oggi una nuova Conferenza dei capigruppo fisserà un nuovo consiglio ma ormai p corsa contro il tempo. Perché il 31 maggio scade l’esercizio provvisorio della Viareggio Patrimonio, oggi nelle mani del curatore Donato Bellomo. la società interamente pubblica è stata dichiarata fallita il 15 settembre 2015 e quale sarebbe stato l’esito era chiaro a tutti. Invece si sono succedute delibere dopo delibere, tentativi di passare questo o quel servizio (il caso Mover-illuminazione), ordini e contrordine - come è stato ricordato anche ieri in consiglio comunale - per arrivare all’ultimo tuffo, con i lavoratori della Patrimonio per i quali è già avviata la procedura di licenziamento collettivo.

Piano finanziario comprensivo di un’affermazione duramente contestata dai lavoratori della Patrimonio, ieri presenti nella sala del consiglio. Lavoratori ai quali si chiede espressamente di essere «umili» nel passare dalla Patrimonio alla ex Asp: «Tutti gli interessati - così la dicitura precisa - si dovranno sentire partecipi a questa ricostruzione, con umiltà (...)». Avendo «la garanzia che solo costruendo una struttura organizzativa efficiente, efficace ed economicamente sostenibili si potrà mantenere nel tempo il lavoro (...)». Insomma: quinto livello contratto privato, ricominciare da capo, «esamino» nel mezzo del percorso (così l’assessore Servetti in commissione bilancio) e anche il rischio di perdere quello straccio di lavoro.

Mentre i lavoratori della Patrimonio contano i giorni che li sperano dall’alba, i dipendenti di Asp si sono riuniti in assemblea: «Ci siamo lasciati con un impegno a rivedersi i primi di giugno - scrive per la Filcams-Cgil Massimiliano Bindocci - dopo che avremo approfondito il piano industriale, visto che ci è stato consegnato solo lunedì. Ma ad una prima lettura non è ancora adeguato, visto che se si basa sulla riduzione dei trattamenti e dei diritti di chi lavora.Dunque ribadiamo che il Comune raggiunge un obiettivo importante se riesce a mantenere i livelli occupazionali, ma è anche vero che parte del costo se lo accolla il personale. Per cui i riferimenti all' “umiltà” nel Piano industriale ci sembrano fuori luogo. Sappiamo che l'amministrazione è nuova e non responsabile di quanto accaduto. Però l'umiltà la dovrebbe avere chi ha sbagliato, e soprattutto dovrebbe anche pagare».

L’occasione della nascita della nuova società, sottolinea Bindocci, «dovrebbe essere anche quella perché in Asp si superino i problemi che da tempo vanno risolti. Nei settori Filcams i contratti sotto i minimi previsto dal contratto nazionale di lavoro. Insomma, l'occupazione da mantenere è fondamentale, ma anche la qualità del lavoro è importante».

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