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Gli albergatori contro l'ultimo corso di martedì grasso

di Stefano Taglione
Gli albergatori contro l'ultimo corso di martedì grasso

Troppo rischioso per gli operatori turistici la sfilata finale infrasettimanale. La presidente di Assohotel Versilia: "La gente lavora, è una scommessa pericolosa"

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VIAREGGIO. Agli albergatori il martedì grasso fa paura. Il nuovo calendario del Carnevale di Viareggio, con la novità del finale infrasettimanale, non entusiasma i titolari degli hotel della città. Una parte di loro si dice preoccupata dalla data dell’ultimo corso: farlo in un giorno diverso dal sabato o dalla domenica, infatti, rappresenta un’incognita. Con le camere che - secondo gli addetti ai lavori - rischierebbero di rimanere vuote, a causa dei potenziali turisti inchiodati in ufficio o, comunque, al lavoro.

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A lanciare l’allarme è Maria Rosaria Francavilla, presidente di Assohotel Versilia e titolare dell’hotel Spinelli, in Darsena. «Il martedì, di solito, la gente lavora - afferma - e il rischio flop si fa concreto. Organizzare l’ultimo corso in mezzo alla settimana è una scommessa che possono vincere solo i giocatori più brillanti. E se perdiamo, ahimè rischiamo di farlo malamente». L’albergatrice non vuole comunque prefigurare una catastrofe. «Ce la possiamo fare - chiarisce - solo se la Fondazione investirà pesantemente in marketing e promozione. Siamo di fronte a un vero e proprio punto interrogativo e mi aspetto un investimento pubblicitario all’altezza. Sui viali a mare, altrimenti, vedremo solo i viareggini».

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Sulla stessa linea Elisabetta Bellotti, presidente di Federalberghi Viareggio. «Come ultima data il martedì grasso non penso che gioverà molto alla nostra categoria - sostiene l’imprenditrice - visto che nelle grandi città, dove vive la nostra clientela, la gente lavora. Corriamo senz’altro un rischio. Magari, prima di decidere le date, il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione avrebbe potuto consultarci. Noi albergatori, insieme a commercianti e ristoratori, avremmo potuto dire la nostra». Per la presidente dell’associazione, il calendario del 2017 contiene comunque degli aspetti positivi. «Allungare il Carnevale di diverse settimane abbiamo visto che non porta nessun beneficio - spiega la titolare dell’hotel Garden - quindi ben venga un periodo di festa più concentrato, come nel 2017. Speriamo di dare ospitalità a tanta gente, anche se personalmente avrei preferito un sabato in più: lo scorso anno, anticipando le sfilate di un giorno, abbiamo ottenuto risultati importanti».

A differenza di Elisabetta Bellotti, Paolo Corchia - rappresentante toscano di Federalberghi e vicepresidente nazionale dell’associazione - è più ottimista. «Nel cda della Fondazione - afferma - vedo uno spirito nuovo che non può che infondermi fiducia. Le professionalità ci sono: ora aspettiamo i risultati».

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Non si sbilancia, invece, Salvatore Madonna. L’imprenditore - che a Viareggio guida l’hotel Plaza - è favorevole alle novità introdotte dalla presidente Marialina Marcucci, ma prima di esprimere qualsiasi valutazione preferisce attendere. «I nomi del nuovo cda - spiega l’albergatore - sono incoraggianti e mi piacciono le idee di Klaus Davi».

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Un po’ più scettico Stefano Luporini, titolare dell’hotel Firenze, in piazza Massimo d’Azeglio. «Da viareggino, appena letto del calendario, sono rimasto contento - dice - ma da albergatore molto meno. Era dal 1994 che la domenica dopo il martedì grasso c’erano le sfilate. Toglierle è un po’ un azzardo: era diventata un’abitudine».

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Andrea Becagli, titolare del Bella Riviera in Passeggiata, è il più speranzoso di tutti: confida che i turisti attesi in città per il penultimo corso (il 26 febbraio) restino fino a martedì grasso, il 28, magari prendendo qualche giorno di ferie. Un’idea che sicuramente - calendario alla mano - non può che essere venuta in mente alla stessa Marialina Marcucci. «Che bello sarebbe se la domenica e il martedì grasso diventassero una cosa sola - afferma Becagli - e che a Viareggio venissero tante persone. Non voglio bocciare il calendario a priori: prima preferisco vedere che cosa succede. Sicuramente la Fondazione ha rispettato il tradizionale calendario del Carnevale e, magari, il futuro darà loro ragione. Certamente si tratta di un’incognita: prima di valutare, preferisco aspettare.

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