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Alla Madonnina pontili spezzati dalla mareggiata
Lo stato dell’approdo da 500 barche è ad alto rischio Domani la verifica della Capitaneria sulla sicurezza
VIAREGGIO. La mareggiata di venerdì, tra acqua e vento, ha fatto danni, Lungo la spiaggia, provocando danni alle attrezzature balneari, e all’approdo della Madonnina, in condizioni sempre peggiori. Come dimostrano le foto scattate ieri che pubblichiamo. Le strutture sono logore e rotte in più punti, pericolose sia per chi è al lavoro nell’approdo che per chi lo frequenta. I diportisti hanno pagato il dovuto, la società in concordato ha incassato, l’obbligo per gli organismi che la controllano - di nomina del Tribunale fallimentare - di tutela lo stato di conservazione del bene non può venire meno. Come sottolineano i dipendenti della Madonnina che non riesco ad avere - denunciano - un’interlocuzione con il liquidatore Matteoli, neppure sull’onda dell’emergenza.
A questo punto non resta che a mettere il punto della situazione dell’approdo da cinquecento imbarcazioni sia la Capitaneria, titolare della sicurezza in porto. La domanda è inevitabile: se la Madonnina fosse un approdo privato, potrebbe rimanere aperto in queste condizioni?
Condizioni che sono strutturali e che non possono che peggiorare ogni volta che il porticciolo viene sferzato dal maltempo. A cominciare dal pontile numero 9, quello che ne progetto originario (ma i tecnici non hanno trovato i progetti esecutivi dei pontili e della diga), avrebbe dovuto fare da barriera ai flutti. Pur riparato non troppo tempo fa, mostra tutti i rischi di un cedimento. Con «fessurazioni in prossimità delle testate ove sono alloggiati i tiranti di ancoraggio di un elemento all’altro, oltre a verificare rotture superficiali del calcestruzzo, lasciando i ferri di armatura scoperti, evidenziando ripristini precedenti fatti in maniera approssimativa non eseguiti correttamente», Come si legge nella relazione tecnica redatta nel 2015 per il liquidatore da tecnici specializzati, nella quale si evidenzia in più passaggi che anche le carte dell’approdo fanno acqua da tutte le parti: «Risulta presente un documento di valutazione rischi con registri di verifiche completamente in bianco. Né risulta alcuna documentazione inerente la parte di informazione dei rischi». Senza dimenticare che «tutte le banchine risultano essere sprovviste di ogni qualsivoglia impianto atto a garantire il rischio incendio».
Per quanto riguarda i pontili (8 mobili e 2 fissi) - scrivono i tecnici - «abbiamo riscontrato mancanza completa di manutenzione del piano di calpestio, con distaccamento generalizzato su tutti i pontili di porzione di doghe in legno, in alcuni casi addirittura la mancanza di alcune doghe. La struttura in acciaio sottostante è fessurata in alcuni casi fino alla rottura, in particolare nelle zone di ancoraggio dei tiranti ove le tensioni sono maggiori si evidenziano interventi di saldature inefficaci, I sistemi di giunzione tra i vari corpi dei pontili presentano allargamenti delle sedi di ancoraggio dei collegamenti l’uno con l’altro e la completa usura della maggior parte dei blocchi in neoprene».
In queste condizioni, è facile capire che cosa accade quando vento e mare fanno il loro lavoro tra barche e pontili. Tanto che le assicurazioni dei diportisti, dato lo stato dell’approdo, ormai rifiutano di risarcire i danni alle barche della Madonnina.
Il problema è sopra l’acqua, ma anche sotto: dove catene corpi morti non reggono più. I tecnici incaricati dal liquidatore di nomina del commissario prefettizio Romeo avevano stimato come necessari 400.000 euro di interventi. Ai quali in un anno e mezzo quasi nessuno ha messo mano. Con il risultato che la vita di addetti all’approdo e clienti è diventata sempre più difficile.
Con l’ultima mareggiata è arrivata anche l’ultima “botta”. Così che alla Madonnina, domattina, tornerà la Capitaneria di porto. Che non esclude, a verifica eseguita, di dover interdire alcune parti dello stesso approdo. Proprio ora che si va nella stagione delle regate e che si inizia a muovere le barche, per non parlare dei transiti sempre auspicati.
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