Italia
L’imputato: oggi so che non avrei potuto vedere la cricca
VIAREGGIO. «Non è facile prendere la parola senza fare i conti con la sofferenza in quest'aula. Ho deciso di essere qui perché ritengo sia doveroso spiegare al Tribunale alcuni aspetti delle mie...
VIAREGGIO. «Non è facile prendere la parola senza fare i conti con la sofferenza in quest'aula. Ho deciso di essere qui perché ritengo sia doveroso spiegare al Tribunale alcuni aspetti delle mie attività in Jungenthal». Uwe Kriebel, il dipendente dell’officina di Hannover che ha effettuato l’esame ad ultrasuoni sull’assile che ha ceduto sotto il treno carico di Gpl a Viareggio, ieri ha reso deposizioni spontanee in aula. In realtà, Kriebel ha portato un video - realizzato successivamente al disastro ferroviario in Italia - della durata di quattro ore. Per dimostrare l’intero ciclo di lavorazione cui è sottoposto un assile nell’officina tedesca, Video che il Tribunale ha acquisito, ma la cui presentazione ha “zoppicato”, visto che l’imputato si è per lo più limitato ad illustrare passo passo le fasi di lavorazione nella sintesi di un’ora e 40 scorsa velocemente in aula. «Gli ultimi anni sono stati difficili per me e la mia famiglia», sono le parole di Kriebel: «Abbiamo avuto paura di subire conseguenze di una tragedia di cui io non sono responsabile. Mi ci confronto ogni giorno. Con la convinzione maturata nel tempo e confermata nelle conclusioni dei consulenti: non avrei potuto vedere la cricca in quell'assile al momento dell'esame che ho fatto». (d.f.)
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