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Doppia stangata per le auto in sosta vietata nel porto
La Capitaneria fa multe di 41 euro mentre l’Autorità portuale ne fa pagare 109 Eppure è la stessa violazione. Utenti infuriati, ma forse qualcosa cambierà
VIAREGGIO. Occhio a lasciare l’auto in sosta vietata nella zona del porto. Si può prendere una doppia multa, da 41 o da 109 euro, per la stessa violazione. Vittime del paradosso - che sta facendo discutere l’intera Darsena e in generale chi vive, lavora o frequenta la zona - i numerosi automobilisti stangati in questi giorni da Capitaneria e Autorità portuale per i veicoli lasciati in divieto o a intralcio del traffico. Soprattutto nel parcheggio gratuito tra via Coppino e il piazzale intitolato a don Sirio Politi.
Le decine di verbali hanno dato il via alle solite proteste. Ma la vera notizia, al di là del giro di vite che Capitaneria e Authority sembrano aver messo in atto, è questa: a seconda di chi fa il verbale l’automobilista paga di più. Già, perché se si incappa nel controllo della Capitaneria la multa sarà di 41 euro, come un normale divieto di sosta. Mentre se è l’Authority a fare la sanzione, il salasso sarà più rilevante: 109 euro. Cioè più del doppio.
La differenza è legata all’applicazione di due leggi diverse. Anzi, per essere precisi, di due codici. Uno è il Codice della strada, che per i divieti di sosta prevede una multa di 41 euro. L’altro è il Codice della navigazione, che disciplina le aree demaniali come le spiagge e appunto i porti. È l’Autorità portuale ad applicare quest’ultima normativa, nella convinzione che un’auto in divieto sia paragonabile a una barca ormeggiata in maniera abusiva. Nel senso che occupa un posto senza averne titolo. “Occupazione abusiva di suolo demaniale”, è la violazione contestata. Con la sanzione che è di 102 euro, più 7 euro di spese di notifica. Totale, 109. E se non paghi subito aumenta ancora.
La doppia sanzione sta generando una confusione senza precedenti tra gli automobilisti. Soprattutto tra quelli che si conoscono, e che confrontando le multe si chiedono come mai alcuni paghino 41 euro e altri 109. Nel mirino finisce anche la modalità di comunicazione della sanzione, a detta di molti incompleta e fuorviante. Va detto che molti ammettono le proprie colpe, anche perché tutti sanno che il parcheggio gratis che si affaccia su piazzale don Politi ha sì tanti stalli bianchi, ma anche diversi pertugi dove poter lasciare l’auto. Chi vive e lavora in Darsena approfitta di questi spazi, quando non trova un parcheggio libero. Ed è chiaro che non è regolare un parcheggio sulle strisce pedonali o con l’auto attaccata come una cozza al bidone della spazzatura.
Il problema è che lo stesso comportamento illecito viene punito in maniera diversa a seconda di chi è l’ente controllore. Sorvolando sull’opportunità che debbano essere due soggetti a fare le multe, bisogna chiedersi se sia giusto applicare due leggi diverse con due sanzioni diverse per la stessa violazione.
La domanda, evidentemente, se la sono fatta anche in Capitaneria. «Della questione si è già discusso con l’Autorità portuale - fanno sapere i militari - è chiaro che, nello spirito di collaborazione che dev’esserci tra enti, c’è bisogno di una maggiore uniformità nelle sanzioni. Fatti salvi casi clamorosi in cui il veicolo impedisce lo svolgimento dell’attività portuale».
È su questo punto che si concentra l’autodifesa di chi fa le multe. Un esempio: un’auto che impedisce il recupero da parte di una gru di una barca affondata - episodio avvenuto di recente - deve essere considerata un veicolo in divieto di sosta, o un ostacolo all’attività del porto? Probabilmente la seconda. Per questo motivo, in quei casi, viene applicato il Codice della navigazione. Discorso diverso per le auto parcheggiate male nell’area sosta di via Coppino o lungo il Muraglione.
@matteotuccini
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