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Presidio alla Cerpelli: «Ci hanno fregato»

Presidio alla Cerpelli: «Ci hanno fregato»

QUERCETA. «I dirigenti di Finder Pompe hanno dichiarato che la chiusura dello stabilimento avveniva poiché non riuscivano più a sostenere i costi, come l’affitto o il trasporto, data la crisi e la...

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QUERCETA. «I dirigenti di Finder Pompe hanno dichiarato che la chiusura dello stabilimento avveniva poiché non riuscivano più a sostenere i costi, come l’affitto o il trasporto, data la crisi e la mancanza di commesse. E invece non solo l’attività di un reparto alla ex Cerpelli sta continuando ma c’è personale proveniente da Lecco, quindi con dei trasferimenti, che all’azienda costano di più». Gli ex dipendenti della Cerpelli Pompe si sentono presi in giro. Alla mercé di chi dall’oggi al domani decide di lasciare senza lavoro 30 persone.

Intanto solo una piccola minoranza di loro è riuscita a ritrovare un’occupazione. Gli altri sono ancora in cerca. E ieri si sono incontrati davanti ai cancelli in via Biagioni. «È stata un’azione civile – racconta Alessandro Lenzoni - per sottolineare, soprattutto alle istituzioni, che sia noi che loro siamo stati presi in giro».

Sembra che ci siano circa 20 o 40 pompe da testare, e mediamente per ognuno si impiega una settimana. «Siamo stati fregati – prosegue Lenzoni, che è stato il primo ad accertare la scorsa settimana che alla Cerpelli si continuava a lavorare - questo dimostra che una parte di lavoro si poteva mantenere e attivare ammortizzatori sociali rendendo questo oblio almeno più morbido».

Gli ex dipendenti tornano a chiedere che le istituzioni facciano qualcosa, perché «altrimenti passa l’idea che si possa licenziare persone con esperienza quando si vuole, e far uso di altra forza lavoro, magari con altri contratti al limite dello sfruttamento».(t.b.g.)

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