Il Tirreno

Versilia

I balneari ripartono da Villa Bertelli più divisi che mai

di Matteo Tuccini

Si discute della legge regionale che lascia ancora tanti dubbi E intanto le banche chiudono i rubinetti a chi investe meno

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FORTE. È iniziato tutto da qui, nell’ormai lontano febbraio di cinque anni fa. Settecento balneari sfilarono con auto e bandiere, a pochi metri dalle spiagge che tutti sembrano volergli togliere, per arrivare fino a Villa Bertelli a Forte. Dove ci fu un’assemblea infuocata, ma con una sola linea: «Non ci cancellerete».

Era l’inizio della battaglia contro la direttiva Bolkestein.Oggi alle 18, nell’incontro che è stato organizzato a Villa Bertelli per discutere della nuova legge regionale, il clima sarà completamente diverso. La categoria è divisa più che mai: l’incontro è stato promosso dalle associazioni balneari della Versilia, ma Viareggio non c’è. E poi ci sono le divisioni tra i sindacati, quelle all’interno degli stessi sindacati - leggi il caso Fiba Confesercenti - mentre il Comitato salvataggio imprese di Emiliano Favilla è ormai schierato sulle posizioni della Cna, in contrapposizione con gli altri. In questo bailamme è nato un nuovo fronte tra quelli che hanno chiesto il rinnovo della concessione per vent’anni, garantendo investimenti, e quelli che non l’hanno fatto. E che accusano i primi di averli traditi, perché hanno rinunciato alla battaglia primigenia, quella del “No alle aste”.

La nuova legge sull’assegnazione delle spiagge varata dalla Regione sembra aggiungere confusione alla confusione. Alcuni esponenti sindacali, ma anche rappresentanti delle associazioni come il presidente dei balneari lidesi Luca Petrucci, la promuove. I punti buoni, spiegano i favorevoli, ci sono eccome: è previsto un indennizzo, pari al 90 per cento del valore dell’azienda, per i balneari che perdono la concessione. E che verrebbero risarciti dal concessionario subentrante. E poi il rinnovo della concessione per un periodo da sei a vent’anni, che viene calcolato in base agli investimenti, è una forma che può garantire la continuità delle attuali imprese balneari.

I contrari non la vedono così. Tutta colpa di quella terminologia, “procedura comparativa”, che è un eufemismo per non dire procedura di gara. In pratica, si premieranno i progetti migliori per valutare l’assegnazione della spiaggia. «Ma chi valuta questi progetti, e con quali criteri?», si chiede Emiliano Favilla. C’è poi un aspetto che molti balneari stanno portando all’attenzione: i cosiddetti lavori di riqualificazione che in alcuni casi - secondo le voci - assomiglierebbero a veri e propri interventi pubblici. «Passi per il ripascimento della spiaggia - prosegue Favilla - che rientra nella nostra attività. Ma come si può chiedere a un balneare di fare un progetto per una strada o una rotatoria di arrivo al bagno, e poi premiarlo proprio per questo motivo?». Altri colleghi hanno affermato di non essere così sicuri che sia quella la richiesta della Regione, e che sia necessario attendere le linee guida.

Infine, la questione dei finanziamenti. Pare che le banche siano restie ad aprire i rubinetti ai balneari che hanno presentato richieste di rinnovo della concessione inferiori ai vent’anni, cioè con investimenti più ridotti rispetto ai colleghi. Un aspetto da valutare, se davvero la Regione ritiene di aver rilanciato gli investimenti sulle spiagge con questo provvedimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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