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Da Villa Paolina alla rinascita di Viareggio
di GIOVANNI PIERACCINI Il 29 aprile scorso c'è stato un evento importante nella sala comunale di Viareggio. Si è trattato di riportare Villa Paolina nella situazione in cui era nata, arricchendola di...
di GIOVANNI PIERACCINI
Il 29 aprile scorso c'è stato un evento importante nella sala comunale di Viareggio. Si è trattato di riportare Villa Paolina nella situazione in cui era nata, arricchendola di cimeli dell’epoca, così da offrire un nuovo museo viareggino ai visitatori.
Villa Paolina sorge agli inizi dell'Ottocento, un po' fuori dell'abitato, fra i pini dinanzi al mare. È un luogo storico che potremmo definire il luogo della nascita o del battesimo di Viareggio nelle sue moderne origini e all'inizio del suo grande sviluppo. Villa Paolina illustra nei tempi della Toscana "francese" e delle dure battaglie dell'impero napoleonico la società più civile e più elevate di quel tempo, poiché non comprendeva soltanto Paolina con i suoi legami napoleonici ma anche il mondo dei Baciocchi, con la sorella Elisa, quello dei Borghese, poiché era principessa Borghese, il mondo dei Salviati e dei personaggi della società europea di quei tempi presenti in Toscana.
Ripristinare Villa Paolina è dunque ridare vita ad un'epoca intera e permettere anche di dar vita a conseguenze pratiche importanti, poiché è possibile di organizzare visite alle innumerevoli ville, ed edifici e luoghi di personaggi di quella società europea presente in Toscana. Perciò nasce, da tutte queste osservazioni, la possibilità di organizzare viaggi di un giorno in varie parti della Toscana per visitare i luoghi napoleonici, a partire proprio da Villa Paolina di Viareggio e dalla Toscana marittima, ricca di questi luoghi (Isola d'Elba, Lucca etc.) ma anche altre parti della Toscana. Si farà nascere così una struttura storico-turistica di interesse regionale, capace di offrire un arricchimento dei programmi turistici della regione.
Stiamo ora lavorando per un prossimo convegno che stabilisca i modi e le strutture per organizzare le visite napoleoniche. Da questo esempio concreto derivano importanti considerazioni. La gravissima situazione di crisi colpisce tutta la Versilia e perciò non è permessa l'inerzia, che significherebbe la disgregazione della nostra società. Occorre, perciò, uno sforzo per riprendere il cammino con un lavoro di creazione del comprensorio visto che nessun comune è in grado di risollevarsi da solo.
Daremo perciò vita ad un convegno intitolato "Gli Stati Generali della Cultura", per far conoscere e valutare ed anche esaminare le possibilità e i bisogni alle istituzioni versiliesi che possono essere usate per il rilancio. Viareggio ne ha almeno tredici di notevole importanza ma ce ne sono in Versilia anche alte (la Versiliana e Villa Bertelli). Viareggio ha musei importanti, come il Museo della Marineria e il Centro Internazionale della Grafica, di notevole importanza e ingiustamente ignorato. Ci sono già, quindi, strutture da usare. Da questo lavoro è quindi possibile dar vita ad un programma che si concentri in alcune iniziative scelte attentamente perché nasca così una politica di rilancio. Se riusciremo a farlo significa che da Viareggio innanzitutto, e dalla Versilia, si riprende un'iniziativa che porti la nostra terra ad essere anziché un centro in decadenza un centro di rinascita e sarà questo possibile proprio nel segno del "potere della bellezza".
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