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L’altra Viareggio di Giorgio Di Giorgio
VIAREGGIO. Puntualmente, ad ogni inizio di stagione, Giorgio Di Giorgio delizia i suoi tanti ammiratori con una mostra nel suo studio di via Sant’Andrea 183 a Viareggio. Questa volta - novità - ci...
VIAREGGIO. Puntualmente, ad ogni inizio di stagione, Giorgio Di Giorgio delizia i suoi tanti ammiratori con una mostra nel suo studio di via Sant’Andrea 183 a Viareggio.
Questa volta - novità - ci presenta una serie di quadri sulle montagne apuane e sulle spiagge della Versilia. Affiancano i suoi noti ritratti di personaggi che coglie qua e là per Viareggio. Poiché Di Giorgio è un viandante. Non un flaneur di passeggiata. un artista che percorre le strade interne in bicicletta e ricerca e trova volti di uomini e donne comuni quell’umanità smarrita, quei caratteri, quelle passioni, quei silenzi che non appartengono al chiassoso mondo dei consumi e dlle tecnologie.
Giorgio Di Giorgio fa ancora della pittura, cioè usa colori e forme. I colori li compone, li accosta, li aggiusta, li esalta, li distende senza obblighi di disegno e configurazione. Dai colori che saltano poi fuori le colline, le barche in abbandono, e con i verdi, i rosati, le crete si compone una natura che è poesia come in De Pisis, come in Nolde. Però Di Giorgio, senza nemmeno dichiararlo (poiché ama starsene in disparte), è anche polemico, sofferto, espressionista, ideologico. Scegliendo i soggetti egli cerca di indicare un’altra terra, un Eden quale fu la Versilia dei tempi andati quando la costa da Bocca di Magra fino a Bocca d’Arno era amatissima dagli artisti inglesi, primo tra tutti Shelley che vi si immerse tanto da morirvi.
Nipote d’arte, figlio di un politico fine, Giorgio Di Giorgio possiede ancora la virtù di sognare. E indica una realtà che non è nelle cose di proposte dal mercato, dalla propaganda, dal chiasso ontologico. Non sono i suoi quadri densi di splendori, epifanie, rumore della modernità. Vi regna un autunno (ma anche una primavera) morbido, solitario, fatale, che rammenta, perché no, la metafisica senza mai dichiararla apertamente.
La mostra fa seguito a quella che avvenne a Natale scorso in una galleria di piazza del Mercato. Anche quella fu evento e raccolse molti favorevoli giudizi. Così è anche per questa nuova esposizione che durerà fino a tutto maggio. (ado.lip.)
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