Il presidio
Al Tar l’11 maggio il caso verande della Passeggiata
VIAREGGIO. Il conto alla rovescia è iniziato: il 31 maggio è l’ultimo giorno utile per adeguare gli spazi esterni dei locali della Passeggiata, secondo le indicazioni fissate dalla delibera...
VIAREGGIO. Il conto alla rovescia è iniziato: il 31 maggio è l’ultimo giorno utile per adeguare gli spazi esterni dei locali della Passeggiata, secondo le indicazioni fissate dalla delibera approvata da fine dicembre 2015 dal consiglio comunale. Da qui a quella data c’è un passaggio chiave, fissato per l’11 maggio, giorno dell’udienza al Tar per il ricorso presentato da undici commercianti. Ricorso che contiene anche la richiesta di sospensiva dell’applicazione della delibera che il Tar esaminerà, appunto, nell’udienza fissata. Si capirà da lì in poi, a seconda della decisione, quale sarà lo scenario da qui a fine mese. Considerando che sindaco Del Ghingaro e assessore Alberici hanno “tuonato” più volte contro l’iniziativa del ricorso, pronti a dare battaglia. Il Comune si è costituito - si legge nell’atto di costituzione - «per tutelare gli interessi dell’Ente e confermando la validità degli impegni assunti».
Per Confesercenti, Simone Romoli ricorda: «C'eravamo espressi fin dall'inizio sui tempi troppo stretti, previsti dalla delibera, affinchè si potesse essere operativi fin da questa stagione. La nostra è stata una facile profezia». Così, ora, «stiamo valutando di fare un passo nei confronti dell'amministrazione per una proroga». Su cosa potrebbe accadere se a mezzanotte e un minuto del 31 maggio in Passeggiata vi fossero ancora le vecchi verande, Simoni azzarda: «Difficile che l’amministrazione comunale si metta a sanzionare uno ad uno tutti gli operatori della Passeggiata, ancor più mentre in questi mesi ci sono state difficoltà interpretative che avevano posto necessità di richieste di chiarimenti. Con l'approssimarsi della scadenza valuteremo di chiedere una proroga fino a dopo la stagione. Anche per consentire alle imprese della Passeggiata di poter sostenere l'investimento a stagione conclusa».
Chi ha provato l’approccio con la Soprintendenza è stato Riccardo Zucconi, titolare del Gran Caffé Margherita, edificio tutelato davanti al quale la Soprintendenza ammette solo gli ombrelloni, mentre l’ex Martini luccica di insegne stile discoteca. «Se il davanti del Margherita deve essere “nudo” - spiega il commerciante - ho chiesto che quantomeno si veda se si riesce a recuperare il salone nella sua integrità. È un confronto che ho già iniziato con la proprietà e con la libreria Mondadori. Aver diviso il salone con divisori è stato un po' sciuparlo. Ed oggi che il Centro congressi è chiuso il Margherita con maggior spazi a disposizione potrebbe diventare luogo di riunioni».
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