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Forte conferma: niente tassa di soggiorno
FORTE DEI MARMI. Stop alle tasse: al Forte il consiglio comunale approva le linea guida dell’amministrazione comunale, ratificando praticamente il folto ordine del giorno della seduta di ieri...
FORTE DEI MARMI. Stop alle tasse: al Forte il consiglio comunale approva le linea guida dell’amministrazione comunale, ratificando praticamente il folto ordine del giorno della seduta di ieri mattina, ma soprattutto dando via libera alla volontà della giunta di portare avanti una politica che non carichi ulteriormente di tasse i cittadini. «Anche per quest’anno – ha spiegato il vice sindaco Michele Molino - abbiamo infatti riconfermato le medesime aliquote per l’Imu. E ricordo che, attraverso il fondo di solidarietà, Forte dei Marmi invia a Roma più di otto milioni di euro degli introiti dell’Imu. E quest’anno la quota subirà un ulteriore aumento, sfiorando in due anni i due milioni di euro e impedendoci, di fatto, di investire parte di queste risorse sul territorio. Comunque questa è la legge. Ricordo anche che dal 2016 è variata la disciplina sui comodati d’uso a titolo gratuito, in cui rispetto al passato, è prevista la riduzione della base imponibile al 50 per cento a determinate condizioni. Sul versante Tari abbiamo avuto un risparmio di quattrocentomila euro rispetto allo scorso anno e la riduzione consentirà a famiglie e imprese di vedere diminuito l’importo del tributo, sulla base dei criteri previsti dalla legge per la ripartizione delle proporzioni, che prevedono il 60 per cento circa sulle abitazioni e il resto sulle attività».
«Per quanto riguarda poi la tassa di soggiorno - prosegue il vicesindaco - il Comune di Forte dei Marmi riconferma anche per l’anno in corso la sua primigenia decisione di non applicarla, nell’ottica di una politica di accoglienza che, da sempre, ha contraddistinto il nostro turismo. Infine, il consiglio ha approvato il Piano delle alienazioni immobiliari per il 2016. Anche in questo caso si tratta solo di adeguarci alle direttive del Governo, che, com’è noto, impongono agli enti locali il reperimento delle risorse economiche attraverso l’alienazione delle proprietà immobiliari comunali».
Angelo Petri
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