Il Tirreno

Versilia

Spiagge in subaffitto Il possibile stop divide i balneari

di Matteo Tuccini

Governo e Regione: la concessione non può essere appaltata Favilla: fenomeno discutibile, ma in Versilia sono pochi casi

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VIAREGGIO. I subaffitti delle spiagge devono finire. Lo dicono Governo e Regione, che puntano ad abolire l’articolo 45 bis del Codice della navigazione. Cioè quello che prevede la possibilità per il concessionario di appaltare l’attività imprenditoriale (lo stabilimento balneare) ad un altro soggetto. Il tema, però, divide i balneari. Che ora si interrogano se sia il caso di aprire un altro fronte nella già complessa battaglia contro le aste delle spiagge.

La questione sembra tecnica, ma nasconde affari milionari. Un caso per tutti, quello del bagno Twiga di Marina di Pietrasanta: Flavio Briatore non è titolare della concessione, per cui paga appunto un affitto al privato - la famiglia Galeotti - che a sua volta ha il pezzo di spiaggia in affidamento dallo Stato. Briatore ha più volte puntato il dito contro questo fenomeno, sostenendo che fa guadagnare tantissimi soldi a un privato su un bene pubblico. Perché viene sfruttata la differenza tra il canone pagato allo Stato - spesso di poche migliaia di euro - e l’affitto imposto a quello che è il vero imprenditore, cioè il titolare dell’attività balneare. A Briatore, su questo punto, hanno dato ragione rappresentanti istituzionali importanti come il presidente della Regione Enrico Rossi. E non è un caso che sia la Regione stessa che il Governo abbiano in mente di chiudere con questo tipo di fenomeno. Secondo le amministrazioni pubbliche, l’identità tra impresa e titolare della concessione deve essere totale. Chi lavora sul mare deve essere lo stesso che paga il canone allo Stato.

Ma il fenomeno è così diffuso? No, secondo Emiliano Favilla, leader della protesta balneare contro le aste. Favilla ammette che il subaffitto della spiaggia «è un’operazione discutibile, che certo non mi vedrà in prima linea nella sua difesa. Ma in Versilia i casi di questo genere sono pochi. A mio parere, non più di venti su un totale di 420 stabilimenti balneari». Per questo motivo, dice Favilla, «non sarò io a chiedere la fine dei subaffitti. Ma se davvero Governo e Regione decideranno così, non mi strapperò le vesti. Né ne farò un punto irrinunciabile della trattativa».

Assai più complesso il fronte delle cosiddette “aste”, o gare a evidenza pubblica. Le parole del sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta (vedi box a fianco) hanno scatenato il caos nella categoria. Lo stesso Baretta è tornato sull’argomento, confermando quanto già dichiarato a Radio24. La confusione si è creata anche perché non si capisce più se il Governo provvederà a elaborare un piano sulla questione Bolkestein prima che la Corte di giustizia europea si pronunci. Il ministro Enrico Costa dice una cosa, il sottosegretario Baretta un’altra, e nel frattempo si avvicina la possibile data in cui la Corte europea boccerà - pare scontato che vada così - la proroga al 2020 delle concessioni delle spiagge. Una volta arrivato il verdetto da Lussemburgo, i balneari sapranno che le loro concessioni avranno validità solo per lo Stato italiano, e forse nemmeno più per quello. Una situazione grottesca e penalizzante, per i balneari ma anche per il turismo versiliese. Il cui orizzonte è quantomai incerto e nebuloso.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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