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Le nuove regole per la gestione del mercato ittico
VIAREGGIO. La storia infinita del mercato ittico - quello vecchio, così come quello nuovo per il cui completamento la Regione non batte “chiodo” - vede il nuovo regolamento varato dalla Giunta Del...
VIAREGGIO. La storia infinita del mercato ittico - quello vecchio, così come quello nuovo per il cui completamento la Regione non batte “chiodo” - vede il nuovo regolamento varato dalla Giunta Del Ghingaro e non ancora approdato in consiglio comunale. Nonostante sia stato per anni argomento di confronto tra il Consorzio dei pescatori e le amministrazione che si sono succedute, argomento sul quale molto si è spesa la senatrice del Pd Manuela Granaiola, tenendo viva l’attenzione. La commissione consiliare che avrebbe dovuto approvarlo è andata deserta ed il regolamento ancora attende.
All’articolo 4 viene definito che gestisce il mercato ittico. Quello vecchio, pare di capire. Perché il nuovo nasce con finalità aggiuntive che il testo proposto dall’amministrazione comunale non contempera. Come, per esempio, la promozione del pescato locale attraverso il rapporto con i turisti e le scuole, ma anche la gestione del ristorante previsto nella nuova struttura da completare.
Il mercato può essere gestito - si legge - «direttamente dal Comune quale soggetto istituitore dello stesso» oppure «mediante concessione a operatori economici nei settori della produzione, del commercio e della lavorazione di prodotti ittici, anche riuniti in forma consorziata».
Le cronache di questi anni rimando, però, quale è sempre stata la richiesta della marineria viareggina e dei loro rappresentanti: che per l’affidamento della gestione del Mercato ittico si tenesse conto della caratteristica di Organizzazione di produttori conquistata dai consorzi in gara. Un passaggio che nel bando varato dall’amministrazione Del Ghingaro non è specificato.
Il regolamento istituisce la Commissione di mercato (articolo 6) e ne regola la composizione e le funzioni, e la figura di direttore del mercato che «viene nominato dall’Ente gestore che ne fissa il trattamento giuridico ed economico» (articolo 7).
L’Ente gestore - quindi o il Comune o un privato, sia pur Consorzio - fissa(articolo 15): i canoni di concessione per l’utilizzo di box magazzini e posteggi di vendita e le tariffe dei servizi di mercato. Previo confronto con la Commissione di mercato nella quale siedono anche «due rappresentanti del consiglio comunale» (articolo 5).
L’articolo 20 disciplina i criteri di assegnazione dei posteggi di vendita e dei magazzini: a domanda previo bando di concorso da pubblicizzarsi per almeno trenta giorni a cura della direzione del mercato. Quello che il Regolamento non specifica è come il Comune intenderà procedere per l’assegnazione della gestione ad un soggetto che non sia lo stesso Ente locale.
Donatella Francesconi
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