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I carabinieri lasciano il posto ai consiglieri
VIAREGGIO. «Abbiamo il dovere di ricordare il voto come diritto che ci siamo guadagnati», dice Giorgio Del Ghingaro nel chiudere la cerimonia per la Liberazione nella sala del consiglio comunale....
VIAREGGIO. «Abbiamo il dovere di ricordare il voto come diritto che ci siamo guadagnati», dice Giorgio Del Ghingaro nel chiudere la cerimonia per la Liberazione nella sala del consiglio comunale. Dente scoperto, quello del voto, per Viareggio che attende la sentenza del Tar sulle amministrative 2015 e sulle 675 schede vidimate e non votate che sono scomparse.
Sull’iniziativa dell’amministrazione non è mancata la protesta di Giuseppe De Stefano, consigliere di maggioranza e capogruppo per la lista “Viareggio democratica” che esprime il presidente del consiglio Gifuni: «Era previsto il dibattito che non c’è stato. E chiedo di sapere per quale motivo mi è stata detta una cosa e poi se n’è fatta un’altra».
Il 25 aprile - interviene Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini - «appartiene a tutti. Per la libertà hanno combattuto generazioni di italiani provenienti da culture e da scuole di pensiero diverse, talvolta significativamente diverse. Per questo motivo avrei trovato ragionevole che vi fosse spazio anche per un intervento dei capigruppo che avrebbero potuto portare il loro contributo non potendo il sindaco rappresentarli tutti, nè tentare una sintesi su un argomento di questo genere. Del resto l'organizzazione dell'evento non è stata condivisa, a tal punto che ieri mattina, diversamente dalla consuetudine che utilizza anche l'allocazione di posti al centro della sala, le sedie dei consiglieri comunali di minoranza erano incredibilmente occupate».
Sono stati i rappresentanti dell’Arma dei carabinieri ad alzarsi e lasciare il posto ai consiglieri comunali di opposizione. Rimanendo poi fuori dalla sala consiliare perché a nessuno è venuto in mente di procurare loro delle sedie affinché potessero degnamente presenziare alla cerimonia, insieme alle altre forze di polizia, i cui rappresentanti tutti tanto hanno dato alla guerra di Liberazione. (d.f.)
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