Impianti sportivi, sei mesi di proroga
Nelle more del bando il Comune chiede agli attuali gestori di farsene carico
VIAREGGIO. Una conferma e una novità: così l’incontro di ieri tra gli assessore Laura Servetti (bilancio), Sandra Mei (sport) e di gestori di alcuni degli impianti sportivi che dalla Patrimonio sono tornati al Comune gli impianti che nel giugno 2006 erano stati “conferiti” - questo il termine esatto - alla società interamente partecipata dall’Ente pubblico. La conferma è relativa al fatto che il 27-28 l’amministrazione Del Ghingaro intende pubblicare il bando per cercare i gestori delle sette strutture. Dopo che, oggi, il consiglio comunale approverà la delibera di esternalizzazione dei sette impianti, ma senza che i consiglieri abbiano, allegato alla delibera, anche il bando con i suoi criteri. «Una proposta a scatola chiusa», è stato il commento del consigliere del Pd, Antonio Batistini, in commissione bilancio.
La novità è la proposta di una prosecuzione della gestione, per sei mesi, se i bandi andranno deserti, come è prevedibile. Dato che il Comune chiede ai gestori di farsi carico di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che della messa a norma, Operazione, quest’ultima, che deve essere effettuati su impianti che da un decennio non hanno certificato di prevenzione antincendio e attestazione di stabilità, nonostante i numerosi incarichi esterni che le amministrazioni che si sono succedute hanno affidato nel corso del tempo. In Municipio chi tentò di mettere in evidenza questa situazione si ritrovò minacciato, personalmente e in relazione alla propria famiglia, come messo in evidenza dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che avevano richiesto intercettazioni e perquisizioni non autorizzate dal giudice per le indagini preliminari.
«La verità - dichiara al “Tirreno” Andrea Strambi, presidente provinciale Usip”, che è stato per qualche mese assessore allo sport con la Giunta Betti - «è che gli impianti sportivi a Viareggio, oggi, dovrebbero essere tutti chiusi».
Tra le questioni che, nel corso dell’incontro, non hanno convinto i gestori c’è quella della liberalizzazione delle tariffe, nell’ottica di consentire il rientro dalla spese per i gestori. I quali sanno perfettamente che più di una certa cifra l’utilizzo degli impianti non può essere proposto. In realtà l’assessore Servetti ha parlato apertamente di un «occhio di riguardo che dovrà essere usato per le scuole, i disabili, le categorie disagiate o gli anziani». Ipotesi che mal si concilia - replicano i gestori - con l’esigenza di fare cassa.
Donatella Francesconi
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