Il Tirreno

Versilia

Bestemmia sul muro della chiesa Il parroco: c’è un brutto clima

di Matteo Tuccini
Bestemmia sul muro della chiesa Il parroco: c’è un brutto clima

Scritta blasfema sulla parrocchia della Resurrezione al Varignano: è la prima volta che accade L’amarezza di don Brunini: «Da qualche tempo nel quartiere ci sentiamo come abbandonati»

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VIAREGGIO. Una bestemmia scritta con la vernice spray sul muro di una chiesa. Lo sfregio massimo, l’insulto più pesante e volgare per chi ha fede (ma anche per chi non ce l’ha e rispetta comunque gli altri), è apparso su una delle facciate della parrocchia della Resurrezione nel quartiere Varignano.

A notarlo sono stati alcuni genitori che vivono in zona. L’autore e l’orario del gesto sono ignoti, ovviamente: l’unica cosa sicura è che è stato fatto in questi giorni. Forse anche martedì sera. A riprova il fatto che il parroco, don Marcello Brunini, non se ne fosse ancora accorto. Dopo averlo visto, ha immediatamente contattato una persona per cancellare la scritta tra oggi e domani.

Ed è forse anche per averlo scoperto così, con una telefonata del Tirreno, che l’amarezza del parroco è grande. Don Brunini è uno di quei preti di frontiera, che stanno in mezzo alla gente, che cercano di capirne anche i lati più oscuri. Per riportarli verso la luce. Don Brunini è sceso in strada per chiedere sicurezza e legalità in città e soprattutto al Varignano. Ha parlato dell’omicidio di Manuele Iacconi dall’altare, sapendo benissimo che ad ascoltarlo poteva esserci anche chi aveva visto, e non parlava. Ma stavolta anche lui sembra non capire.

«Da qualche tempo c’è un brutto clima nel quartiere - afferma il sacerdote, soppesando bene le parole - e una sensazione di abbandono. La chiusura del centro sportivo Vasco Zappelli, a due passi da qui, e il fatto che questa zona sia sempre meno frequentata favorisce questo clima. Dietro alla chiesa, l’altro giorno, ho trovato un mucchio di siringhe. Mi sono rivolto al sindaco e al Comune più volte, così come alle forze dell’ordine, per invitarli a monitorare la situazione. Loro mi assicurano che lo fanno». Ma senza grandi risultati, fa capire il sacerdote. Preoccupato soprattutto per i più giovani. «C’è un gruppo di ragazzi che staziona dietro alla chiesa, hanno diciassette, diciotto anni. Non sono in grado di dire se c’entrano qualcosa con questa scritta. Però so che ci sono situazioni complicate, che c’è bisogno di risposte per quello che fanno. Anche da parte delle istituzioni. Dobbiamo evitare che certi comportamenti vengano considerati positivi, che chi non rispetta le regole venga preso a modello da quelli ancora più giovani».

Fino ad arrivare a una bestemmia sul muro di una chiesa. Una cosa mai vista, una testimonianza dell’assenza di qualsiasi cosa possa essere definito regola o principio. «È la prima volta che succede un episodio del genere - ammette don Brunini - qualche tempo fa avevano fatto una scritta su una lamiera, che si toglieva semplicemente grattando. Stavolta hanno preso lo spray, hanno voluto che si vedesse bene». Uno sfregio alla chiesa e al suo parroco? «Non so che dire, e forse non saprei che dire nemmeno all’autore del gesto, se lo incontrassi».

Ora la scritta verrà cancellata. Ma don Brunini invita a non cancellare la sensazione di disagio che prova chiunque, di fronte a una cosa del genere. Anche se la battaglia è dura, va combattuta, conclude il prete. «Noi andiamo avanti», dice, con una punta di amaro.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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