Bufera sulla giunta, Viviani si dimette
Accusa Verona di «scelte scellerate» e «gestione arrogante» del Comune. La replica: avanti senza di lui
STAZZEMA. Colpo di scena nella giunta stazzemese: l’assessore Marco Viviani ha presentato le sue dimissioni. E molto probabilmente passerà dalla maggioranza a fare opposizione. Infatti, ha lasciato la sua carica lanciando invettive pesanti contro il sindaco Maurizio Verona. Lo ha accusato di «una gestione spesso arrogante - ha scritto nella lettera di dimissioni - e distante da quel rapporto di dialogo e confronto costante che dovrebbe esserci con le comunità».
L’origine della decisione - “irrevocabile”, racconta Viviani - nasce però da lontano. «Dal disagio che già dai primi mesi di mandato è sorto in me a causa della mancata condivisione sulla gestione del comune attuata dal Sindaco» scrive. «A mio avviso non improntata sui principi che hanno ispirato il programma di una lista che non a caso si chiama “Impegno per Stazzema 2019”; lista che ha ottenuto uno straordinario risultato elettorale (oltre 80 per cento di voti, ndr) proprio perché basata su progetti vicini alla popolazione». E di questa vittoria, nella primavera del 2014, anche Viviani era stato uno dei fautori raccogliendo 179 preferenze: il terzo più votato della lista di Verona.
«Pensavo di aver contribuito a portare alla guida di Stazzema una persona che pensasse prima di tutto al bene del Comune chiamato ad amministrare, ma è evidente che mi sbagliavo» continua la dura missiva di Viviani.
La reazione del sindaco Verona non si è fatta attendere. «Siamo ancora a ventitré mesi, dei sessanta, del mio mandato amministrativo - ha commentato Verona - e voglio essere giudicato alla fine». E ancora: «In questo momento sono a Firenze in Regione, in presidenza, per risolvere due problemi che riguardano proprio il territorio, e le deleghe di Viviani. Ma lui è da un mese che è sparito dalla giunta».
Dunque non si tratta proprio di un fulmine a ciel sereno per l’amministrazione. I rapporti tra i due si erano inclinati da un po’. L’ex assessore era incaricato alla pubblica istruzione, ad attività produttive, tributi, personale e bilancio. Il sindaco ha fatto sapere che terrà le deleghe per sé, finché non nominerà un nuovo assessore dopo un confronto con i suoi.
«Andremo avanti anche senza di lui - contrattacca Verona - certo aprirò una riflessione con il mio gruppo, ma io non posso confrontarmi con solo un assessore, bensì con i miei cittadini e nelle sedi opportune».
Ma le accuse di Viviani non finiscono. «Sono deluso, amareggiato, quasi umiliato a livello personale - dice - prima ancora che politico, mai avrei pensato che il sindaco dell'amministrazione di cui ho fatto parte in questi due anni sarebbe stato capace di scelte scellerate e inappropriate come quella da lui assunti».
Ma l’ex assessore specifica che entrerà nel merito nel prossimo consiglio comunale, che si svolgerà il 26 aprile. E che sarà dunque un’assise con le scintille.
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