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Sindaco di Forte, corrono in tre Ma potrebbero esserci sorprese
Il vicesindaco Molino in campo per la continuità con Buratti, a sfidarlo ci sono già Murzi e Ghiselli Mallegni sta lavorando al candidato ufficiale del centrodestra: in calo le quotazioni di Fabrizio Larini
FORTE. «365 giorni all’alba», si diceva ai tempi della leva obbligatoria, e oggi l’espressione si presta bene a fare il punto della situazione in vista delle elezioni di Forte dei Marmi, che giusto tra un anno (il calcolo è per difetto), si dovrà misurare con l’elezione di una nuova amministrazione comunale, dopo i due mandati targati Buratti.
Da quando è stata cambiata la formazione dei consigli comunali e delle maggioranze due mandati sono toccati al centrodestra con Roberto Bertola, e due al centrosinistra con Umberto Buratti. Vediamo dunque di capirci qualcosa, sottolineando subito che le amministrative per il Forte sono quasi sempre un’anomalia: alle politiche il centrodestra stravince sempre, alle Comunali spesso passa la mano, tanto più che da mesi la destra cittadina appare molto slegata e poco incisiva. Gli unici ad aver detto chiaro e torno che faranno un accordo finalizzato a creare un’alternativa a ciò che resterà della lista di “Amo il Forte” (Buratti non è rieleggibile e aspira a qualche incarico più rilevante) sono stati Bruno Murzi, Fabio Giannotti e Andrea Mazzoni, un trio che punta decisamente alla strada della lista civica distillata da varie esperienze politiche e amministrative (Murzi è stato assessore e presidente del consiglio comunale, Giannotti, consigliere comunale di rilievo dell’opposizione all’attuale maggioranza). Per il resto è una selva di indiscrezioni e di “si dice” dietro le quinte, visto che nessuno ha ancora ufficializzato la compagine con cui correrà: è il caso di Enrico Ghiselli che sebbene abbia già detto più volte di voler correre da sindaco, ancora non si sa se sarà leader di una lista autonoma, o come, gira voce, condivisa con il Movimento Cinque Stelle. Ancor più incerto il panorama del centrodestra (Giannotti a parte, che ha già deciso da che parte stare) perché James Popper è da tempo vicino alle posizioni di Buratti, mentre Gabriele Monteforte sembra essersi defilato politicamente e definitivamente. Gli ultimi rumors dicono però che Mallegni, come coordinatore di Forza Italia, stia lavorando su due candidati di rilievo e a una lista che metta insieme tutte le anime del centrodestra, Lega compresa, e che potrebbe essere anche l’unica con i simboli di partito. In questo ambito, ci stupirebbe, invece che Fabrizio Larini imprenditore con tanti interessi lavorativi al Forte ed ex sindaco di Massarosa, scenda in campo anche qui.
Sul fronte opposto, a guidare la lista di “Amo il Forte” sarà certamente Michele Molino, oggi vicesindaco, e domani candidato a succedere a Buratti. Un’operazione che dovrebbe riordinare sia i candidati alla giunta per temperare le ambizioni legittime di alcuni giovani assessori e le alleanze (Sel, ad esempio, se n’è andata da tempo) per raccogliere le forze necessarie ad aggiudicarsi l’ingresso nell’ufficio del primo cittadino. È invece escluso che la lista assuma vessilli partitici, sia perché Molino non è iscritto ad un partito e sia perché tutti sembrano d’accordo nel voler proseguire l’esperienza della lista civica senza passare per le primarie. Difficilmente ci saranno altre liste anche se c’è da capire che direzione prenderanno i voti della Sinistra, da Rifondazione a Sel.
Nei rumors cittadini la coalizione guidata dal cardiochirurgo (e cugino di Buratti) Murzi sembra intercettare larghe fasce dell’elettorato; il centrodestra (diviso tra i partiti tradizionali e chi vorrà seguire Giannotti), potrebbe avere solo un ruolo decisivo nel far perdere o vincere qualcun altro, più che ambire direttamente alla guida del paese, mentre Michele Molino sarà alla sfida della sua vita (politica): dovrà smarcarsi da Buratti (padre padrone dell’attuale Giunta), ma al tempo stesso dovrà proseguirne e rinnovarne l’esperienza amministrativa, ma soprattutto, dovrà misurarsi con un nome che al Forte è “impegnativo” quando lo si abbina alla carica di sindaco, nel ricordo del padre, Antonio, sindaco amatissimo e per tre volte alla guida del paese.
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