Il Tirreno

Versilia

La Finanza ha già iniziato i controlli

di Matteo Tuccini
La Finanza ha già iniziato i controlli

Il comandante De Luca: abbiamo cambiato strategia per combattere l’evasione, ora le verifiche sono più mirate

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VIAREGGIO. Addio, o quasi, al vecchio sistema del controllo porta a porta. Ci sono nuovi metodi per scoprire se l’appartamento a Viareggio e la villetta a Marina sono stati affittati in nero al turista. Metodi più sofisticati, per non dire di vera e propria “intelligence”.

La Guardia di finanza versiliese, che fa della lotta all’evasione fiscale degli affitti estivi uno dei punti cardine della propria attività, ha cambiato strategia. Ad affermarlo è Giovanni De Luca, comandante della compagnia di Viareggio. Che però chiede di non rivelare i trucchi dei finanzieri per scoprire gli evasori del turismo. «L’unica cosa che posso dire è che i controlli sono già partiti - dice De Luca - ma non posso aggiungere altro. Anche perché non vogliamo scoprire le nostre carte».

Quella tra la Finanza e i furbetti delle vacanze è una battaglia ormai antica come la Versilia. Nel corso degli anni le Fiamme gialle hanno messo a segno colpi eccellenti: alcuni anni fa (leggi box) riuscirono a sorprendere un russo che aveva pagato in nero 150.000 euro, cioè 50.000 al mese, per passare l’estate in una villa a Forte. I militari lo scoprirono col sistema del “porta a porta”: in pratica i finanzieri individuavano tramite gli archivi dei Comuni una lista di seconde e terze case disabitate, e con appostamenti e controlli sul territorio coglievano sul fatto il turista proprio all’interno dell’abitazione. Italiano o straniero che fosse, a quel punto vuotava il sacco. Costringendo il proprietario dell’immobile a uscire allo scoperto. Con il risultato di pagarne, è il caso di dirlo, le conseguenze.

L’ultima indagine è di poche settimane fa, ed è stata intitolata “Tuscany charming places” (luoghi affascinanti in Toscana). La Finanza ha scoperto un gruppo di persone che affittavano a facoltosi turisti stranieri bed and breakfast e case vacanza in antichi casali e dimore storiche e di lusso, ad una cifra che oscillava tra i 4.000 e gli 8.000 euro a settimana. Il tutto completamente al nero con un’evasione di oltre 20 milioni di euro. Strutture che si comportavano come attività ricettive quando invece erano sconosciute al Fisco, oppure si mascheravano dietro associazioni senza scopo di lucro. Cinque le persone denunciate per reati tributari: due italiani, un americano, un tedesco e un inglese. E non era una barzelletta.

Cosa è cambiato nel modo di operare dei finanzieri? Gli accertamenti, fanno sapere dalle Fiamme gialle, sono diventati più mirati e più strutturati rispetto al sistema porta a porta. Questo non significa che non ci siano controlli a tappeto: solo che ci si concentra in modo particolare su casi che meritano approfondimenti. Perché le somme evase che gli inquirenti ipotizzano sono più rilevanti. Il lavoro da fare è tanto, e infatti comincia già in inverno. Il che significa che si inizia prima per scoraggiare ancora di più il fenomeno. Che è rilevante ovunque in Versilia, anche se con ricadute diverse.

C’è il piccolo evasore, quello che affitta periodicamente la casa dei genitori o l’appartamentino accanto al proprio, intascandosi qualche migliaio di euro. Ma c’è anche chi ha in mano strutture di ben altro tipo, e con la complicità di operatori sui generis - cioè agenti immobiliari abusivi - accalappia il turista. Che si trova di fronte al dilemma consueto: denuncio o sto zitto e pago di meno?

La scelta, spesso e volentieri, ricade sulla seconda ipotesi. Ma il rischio che qualcosa vada storto è sempre dietro l’angolo.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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