Il presidio
I cinesi vogliono comprare la storica Villa Le Pianore
Imprenditori asiatici interessati a rilevare la dimora dove nacque Zita di Borbone Potrebbero trasformarla in casa di riposo. Lo conferma l’Istituto Cavanis
CAMAIORE. Fra quelle mura, il 9 maggio del 1892, nacque la principessa Zita di Borbone. È stata l'ultima imperatrice d’Austria, proclamata serva di Dio dalla Chiesa cattolica. Centoventiquattro anni dopo, Villa Le Pianore, potrebbe finire in mano ai cinesi. Un gruppo di imprenditori vorrebbe comprarla per trasformare la splendida dimora in una casa di riposo di lusso. Ma l’antico edificio - costruito alla fine del diciottesimo secolo per celebrare il matrimonio della figlia maggiore del duca di Parma Roberto I, Maria Luisa, con il principe Ferdinando I di Bulgaria - fa gola a molti uomini d’affari, che già conoscono Capezzano. Statunitensi, spagnoli, francesi e russi: sono tanti i pretendenti che puntano ad acquistare Villa Cavanis, che prende il nome della congregazione che ne detiene la proprietà.
La conferma arriva direttamente dall'istituto veneziano. Da anni i religiosi stanno provvedendo, fra mille difficoltà, al mantenimento della villa. I costi sono altissimi, le entrate poche, visto che l’edificio è vuoto. Un tempo ospitava un liceo privato, poi i religiosi l’hanno concesso gratuitamente a un’associazione di anziani di Viareggio, che aveva contribuito ad alcuni importanti lavori di manutenzione. Più recentemente, invece, una parte della dimora è stata affittata dal Comune di Camaiore per organizzarci degli eventi.
Il contratto, però, scade a novembre. L’amministrazione vorrebbe comprarla, ma la villa costa milioni di euro. L’Istituto Cavanis vorrebbe venderla a un prezzo giusto, non regalarla. «Non è nostra intenzione fare una speculazione immobiliare - spiega padre Pierluigi Pennacchi, Superiore Cavanis per l’Italia - ma guadagnarci per le nostre opere di carità. Ci piacerebbe che la villa mantenesse una finalità sociale. L’abbiamo offerta ad altre congregazioni, università e istituti scolastici, ma nulla si è concretizzato. Avrei potuto venderla agli arabi, ma il loro progetto non ci ha soddisfatto. L’interesse dei cinesi - conclude padre Pennacchi - è reale, ma non certo l’unico. Stiamo valutando.
@taglions
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