Il Tirreno

Versilia

Del Ghingaro: avanti con le proposte per riaprire la piscina

di Donatella Francesconi
Del Ghingaro: avanti con le proposte per riaprire la piscina

Il Comune attende la formalizzazione della disponibilità Uisp Palagi (Cgc): nei nuovi bandi ci siano contributi per lo sport

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VIAREGGIO. Un contributo che, sommato a quello che potranno aggiungere le altre associazioni, potrebbe portare a riaprire la piscina comunale fino a giugno: è la proposta lanciata all’amministrazione Del Ghingaro dal presidente provinciale Uisp, Andrea Strambi, già assessore allo sport della Giunta Betti. «Quando ci sarà la richiesta ufficiale verrà valutata come tutte le altre», sono le parole del sindaco, attraverso il suo ufficio stampa. Perché il Comune ha lanciato il sasso della procedura esplorativa per individuare soggetti interessati alla gestione provvisoria, all’indomani della chiusura dell’impianto. La cui gestione - ha confermato Donato Bellomo, curatore fallimentare della Viareggio Patrimonio che della piscina è proprietaria - «è la più onerosa, tra tutti gli impianti sportivi».

Nel frattempo non stanno “tranquilli” neppure gli altri impianti sportivi, quelli passati in concessione dal Comune alla Patrimonio che ha poi affidato la gestione con le convenzioni da tempo scadute. L’amministrazione sta mettendo mano al bando che porterà al rinnovo delle convenzioni: «Tre sono i soggetti che agiscono in questo intreccio che va analizzato mentre lo si scioglie - sono le parole del presidente del Cgc, Alessandro Palagi -. Il fruitore, che dovrà pagare più di quanto abbia fatto in passato e fare i conti con il fatto che gli impianti di Viareggio hanno le tariffe più basse della Toscana, oltre che rinunciare a qualcosa: gli sponsor che sono fondamentali; l’amministrazione comunale, che di suo deve mettere dei finanziamenti. Non tutti, viste le condizioni del Comune, ma almeno la metà».

Uno dei punti del futuro bando molto atteso dai gestori attuali e potenziali è quello della durata della convenzione. Così da ammortizzare le spese di ristrutturazione e ammodernamento. Ma Palagi - che calca le scene sportive da molto tempo - mette le mani avanti: «Cosa ci faccio con il Palazzetto per trent’anni se devo mandarlo avanti da solo? E quanto faccio pagare gli spazi?».

In questo scenario contorto restano in sospeso le domande relative alle quattro strutture sportive (piscina, Palasport, campo Del Chiaro e Centro Polo): «Bisogna capire se saranno venduti e come, o se li prenderà il Comune», che comunque dovrà monetizzarli con la Patrimonio fallita. Un’ipotesi, quella della vendita degli impianti, che non dispiace a Palagi: «A Viareggio abbiamo il Paradiso terrestre e non sappiamo utilizzarlo. Intorno agli impianti sportivi della Darsena si potrebbe costruire un vero e proprio progetto di turismo. Certo, cosa gli offriamo oggi: la pineta con lo spaccio?».

Infine, la proposta - nell’immediato - se anche il Palazzetto dello sport fosse tra gli impianti interessati dal bando per le nuove gestioni: «Il palasport è utilizzato da hockey, scherma, basket, dalla ginnastica artistica quando la “Motto” fa le sue iniziative...Bene: per poterlo gestire alle nuove condizioni occorre un’azione corale». Tutti insieme, è l’idea lanciata da Palagi: «Ciascuno portando il suo...». Altrimenti, conclude il presidente del Cgc, «in queste condizioni noi siamo in grado di tenere aperto al massimo fino a giugno. Proprio ora che eravamo tornati ad avere l’agibilità dopo i lavori che siamo accollati...»

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