Il Tirreno

Versilia

Bilancio, il no dei revisori sul rendiconto del 2014

di Donatella Francesconi

Parere negativo che è anche denuncia alla Procura della Corte dei Conti E richiamo alle responsabilità cui vanno incontro i consiglieri che lo votano

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VIAREGGIO. Va all’approvazione del consiglio comunale il bilancio consuntivo (rendiconto di gestione) 2014: la data fissata ieri è quella del 22 aprile. Ma in consiglio il documento contabile arriva con il parere contrario dei revisori dei conti. Un lungo verbale, a firma del presidente Daniele Limberti, con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano, che costituisce anche referto al consiglio comunale. I revisori dell’Ente pubblico hanno infatti obbligo di denuncia per gravi irregolarità che diano luogo a responsabilità (danno erariale o reato). Una volta verificata l’irregolarità, l’organo di revisione deve comunicarla immediatamente al consiglio comunale e, contestualmente, alla Procura regionale della Corte dei Conti.

La conclusione del Collegio è netta: «Si ritiene che sulla base degli elementi evidenziati, il rendiconto 2014 posto all’approvazione del consiglio comunale non sia conforme alla reale situazione finanziaria e patrimoniale del Comune di Viareggio. Il Collegio non può quindi attestare la corrispondenza del rendiconto 2014 presentato, alle risultanze di gestione».

Tra le «gravi irregolarità» che hanno spinto i revisori a bocciare il consuntivo e a denunciare ai consiglieri le responsabilità che su di loro ricadono, c’è «l’indebita cancellazione dei 18.581.859,33 euro di parte del residuo passivo (le cifre che il Comune deve pagare, ndr)» alla voce «“rimborso di quota capitale di mutui e prestiti” attinente all’anticipazione straordinaria concessa al Comune dalla Cassa depositi e prestiti (24.734.304,38 al primo gennaio 2014)». Cancellazione «indebita» perché, rilevano i revisori, «il debito sussiste». Ed è talmente reale, presente (in linea capitale sono 19.455.669,80) che «prova provata è il prospetto dei piani di ammortamento trasmessi ai revisori)». In contabilità, però, «è iscritto soltanto per 873.810,47 euro».

I revisori contestano all’amministrazione «l’eliminazione, senza giustificazione dell’importo di 18,581.859,33 come se la porzione di tale debito non esistesse più». Un’operazione che dà origine «ad errore rilevante sulla contabilità, facendole perdere ogni attendibilità». Ma non solo: perché in base all’operazione messa in atto, il risultato è che l’eliminazione del residuo passivo di oltre 18 milioni finisce per «concorrere al risultato della gestione dei residui, migliorandone - scrivono i revisori impiegando una parola tanto netta quanto “pesante” in qualsiasi contesto - surrettiziamente il risultato stesso».

Ed è solo una delle contestazioni sulle modalità impiegate dall’amministrazione comunale e dai suoi uffici per determina il risultato finale. Perché - per esempio - tra le questioni che dividono Comune e revisori c’è anche la definizione del quadro patrimoniale dell’Ente. A questo proposito, nel corposo verbale si legge che «non sono evidenziati nei conti d’ordine gli importi del residui dei mutui assunti da altri soggetti garantiti con fidejussioni a prima richiesta dal Comune».

Nel tirare le somme dell’esame dei documenti, il Collegio dei revisori scrive che tale esame ha consentito «di rilevare la disapplicazione e il mancato rispetto dei principi contabili»: Così elencati: «Universalità, veridicità, attendibilità, significatività e coerenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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