Il Tirreno

Versilia

Una voce straniera, poi il terrore

di Luca Basile
Una voce straniera, poi il terrore

Parla la bidella che ha preso la telefonata del falso allarme bomba a scuola: «Non era un ragazzino»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Quando il telefono squilla mancano pochi minuti alle 9. «Attenzione, allarme, pacco bomba nella scuola» si sente ripetere 3 volte, dall’altro capo del filo, Adriana Bottari, custode delle scuole medie Barsanti che si affacciano su piazza Matteotti.

«Il cuore, mi è andato in gola: ho pensato, subito, ad uno scherzo, ma poi la priorità è stata quella di dare l’allarme: c’erano 400 studenti in classe, in quel momento».

Una mattinata, quella di ieri, vissuta con apprensione mista a disincanto, dalla comunità didattica delle Barsanti e dell’attigua scuola Don Lazzeri per geometri e ragionieri: oltre 600 studenti che sono stati costretti ad abbandonare l’edificio e a restare, per un paio di ore, confinati nel terreno di gioco del vicino stadio o ancora a trovare accoglienza, è il caso dei ragazzi delle superiori, nella sede centrale del don Lazzeri, in via S. Agostino.

Nel frattempo, davanti alle scuole, erano già arrivati i carabinieri per la bonifica dell’edificio con i ragazzi chiamati ad uscire, classe per classe, in relativa calma, dal plesso.

Nessun isterismo, qualche sorriso, la tranquillità di fondo delle forze dell’ordine e ancora degli insegnanti ha reso il fuori programma un diversivo derubricato a fatto di ordinaria stupidità.

Anche se il disagio, di fondo, resta. Così come i momenti di tensione vissuti dai genitori degli alunni una volta venuti a conoscenza del fatto.

«In tutta sincerità ho avuto paura - aggiunge Bottari - a sensazione non era la voce di un ragazzino, anzi, mi sembrava quella di un adulto, sulla trentina. Il tono e l’inflessione, sempre della voce, non erano quelli di un italiano. Ma queste, lo ripeto, sono le mie sensazioni che ho evidenziato ai carabinieri. Sta di fatto che una volta ricevuta la telefonata e allertato chi di dovere, ho suonato per tre volte la campanella: abbiamo fatto credere ai ragazzi che si trattava di un’esercitazione, per evitare possibili momenti di panico. Ed infatti il deflusso è stato regolare. Senza alcun problema. Solo una volta tutti fuori, abbiamo detto cosa era successo. Alle 11 e mezzo gli alunni erano di nuovo tutti in classe».

Anche l’amministrazione comunale, con l'assessore Simone Tartarini, era presente al momento dell'evacuazione dall'edificio, mentre il dirigente scolastico Sandro Orsi si è limitato a prendere atto di un episodio «che ha inevitabilmente creato disagio e apprensione, ma che è stato gestito con molta professionalità e competenza da tutto il corpo docente e non docente grazie anche al pronto intervento delle forze dell’ordine. Se faremo denuncia? Certo, c'è stata un'interruzione di un pubblico servizio. E poi questi episodi non devono ripetersi. La speranza è che si possano individuare i responsabili».

Auspicio di molti: ne sapremo di più nei prossimi giorni. Le indagini per risalire agli autori della telefonata, sono infatti appena all'inizio. La vicenda resta inquietante, ma per fortuna non ha avuto conseguenze di alcun tipo. A parte un enorme spavento per tutti i protagonisti, a partire dalla bidella Adrianna Bottari che ha preso la telefonata del falso allarme bomba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino