Il Tirreno

Versilia

Donazioni in calo L’ospedale lancia l’Sos per il sangue

di Matteo Tuccini

Il Centro trasfusionale: nei primi tre mesi 314 prelievi in meno «Colpa di controlli più severi per chi è stato in Paesi tropicali»

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VIAREGGIO. Calano le donazioni di sangue e plasma in Versilia: il report dei primi tre mesi dell’anno dice che mancano all’appello 310 prelievi, rispetto a quelli previsti dal Centro trasfusionale dell’ospedale. «Rischiamo di non arrivare a 13.000 donazioni alla fine del 2016 - afferma il dottor Euro Porta, direttore del Centro trasfusionale del “Versilia” - quando il nostro standard annuale è di 14.000». E così dall’ospedale, a lungo punto di riferimento in Toscana per l’approvvigionamento del sangue, scatta l’Sos. Che viene rilanciato dalle associazioni. Il motivo della flessione? La difficoltà a trovare nuovi donatori che diano il cambio a quelli in uscita. Ma soprattutto i controlli più severi per chi è stato nei Paesi tropicali.

Statistiche allarmanti. Ogni anno il Centro trasfusionale prevede quante donazioni di sangue e plasma si faranno in Versilia. Previsioni che, fino a ieri, si muovevano sempre sulla stessa linea. «Nel corso del tempo - spiega il direttore Porta - siamo diventati un punto di riferimento della regione per l’altissimo numero di donazioni, circa 14.000 all’anno: eravamo sugli stessi livelli di una provincia popolosa come quella di Livorno. Un’abbondanza che ci consentiva sia di essere autosufficienti per le esigenze del nostro ospedale, sia di supportare presìdi come quello di Cisanello a Pisa. Che ovviamente ha bisogno di molto sangue e plasma per il numero di pazienti trattati e la tipologia di interventi eseguiti». Una volta tirate le somme del primo trimestre di quest’anno, però, l’Asl ha rilevato che le donazioni erano inferiori alle attese: 1919 invece che 2137 per quanto riguarda il sangue e 866 invece che 962 di plasma. Per un totale di 314 prelievi in meno.

Più difficile trovare donatori. Secondo il dottor Porta questa flessione può spiegarsi, in parte, con la difficoltà nel trovare nuovi donatori. «Sono seimila quelli stimati nel territorio versiliese - dice il dottor Porta - è chiaro che per mantenerli bisogna fare un lavoro di richiamo continuo. Oppure trovarne di nuovi quando i vecchi devono congedarsi (sopra i 70 anni bisogna per forza smettere, ndr). E non tutte le associazioni hanno il personale per fare queste attività». Ma ci sono anche motivazioni sociali: il lavoro è meno sicuro di un tempo, e nel privato si fa sempre più fatica a chiedere un permesso per andare a donare il sangue.

I controlli più stringenti. Tuttavia il vero ostacolo, secondo il direttore del Centro trasfusionale, sono le norme più stringenti per chi è stato in Paesi tropicali. O comunque in zone cosiddette “umide” o rurali dell’America centrale o meridionale. «Il decreto del ministero della Salute di fine 2015 - dice Porta - raddoppia i tempi di sospensione per il rischio delle malattie tropicali: il periodo necessario prima di poter donare di nuovo passa da tre a sei mesi. Ma soprattutto si introduce il test per la malattia di Chagas, che viene fatto per scongiurare la presenza di un parassita che vive nell’America centrale o meridionale. E che può essere pericoloso». Il test viene eseguito alla microbiologia di Pisa; in Versilia sono già 170 i donatori in attesa di farlo. E che al momento sono fermi. «Pensiamo che siano molti di più quelli che devono sottoporvisi: il test di Chagas è necessario per chiunque sia stato almeno una volta in quei Paesi, o sia figlio di persone nate lì».

L’appello del “Versilia”. Per chiunque volesse donare sangue o plasma è possibile rivolgersi allo 0584 6055275 (fino alle 13). I prelievi vengono fatti su appuntamento al Centro trasfusionale dell’ospedale (anche la domenica). Oppure alla Misericordia di Massarosa e al distretto dell’ex ospedale di Camaiore.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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