Il Tirreno

Versilia

PARLA L’AVVOCATO DEI CARROZZIERI

«Chiederò la revoca degli arresti domiciliari»

«Chiederò la revoca degli arresti domiciliari»

VIAREGGIO. «Il provvedimento preso nei confronti dei miei assistiti, Aldo e Sandro Castoro, non rispetta, a dir poco, i presupposti previsti dal codice di procedura penale, in quanto nessuno può...

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VIAREGGIO. «Il provvedimento preso nei confronti dei miei assistiti, Aldo e Sandro Castoro, non rispetta, a dir poco, i presupposti previsti dal codice di procedura penale, in quanto nessuno può essere sottoposto a misure cautelari se, a suo carico, non sussistono gravi indizi di colpevolezza».

A dirlo l’avvocato Fabrizio Bartolini, legale dei titolari dell’autocarrozzeria Stadio di Camaiore, posti agli arresti domiciliari dalla Procura di Firenze in seguito all’inchiesta sulla presunta banda, dietro alla quale ci sarebbero i Casalesi, che in Versilia avrebbe fatto soldi organizzando finti incidenti stradali per truffare le compagnie assicurative.

«I miei clienti si dichiarano completamente estranei alla vicenda che li vede coinvolti - sottolinea il legale viareggino - non potendo sapere che dietro a chi semplicemente gli portava l'autovettura a riparare ci fosse il Clan dei Casalesi, né tantomeno che quei sinistri fossero falsi. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, inoltre - continua l’avvocato - fa riferimento a sei sinistri occorsi fra il 2010 e il 2011 e tre nel 2013. Questi ultimi non coinvolgenti affatto il signor Marino Cesario, cioè colui che secondo la Procura sarebbe legato al clan e fautore e ideatore del fatto. Questo è quello che emerge dagli atti di indagine. Ma se così è - prosegue Bartolini - mi chiedo dove sia l'urgenza e la necessità di applicare una misura cautelare a distanza di cinque anni dagli episodi che si suppongono, perché di supposizione si parla, essere falsi».

L’avvocato - come del resto ha fatto sapere ieri la figlia di Sandro Castoro, Eleonora - si dice fiducioso di dimostrare l’innocenza dei suoi assistiti, la cui carrozzeria resta comunque aperta. «Nel merito avremmo modo di chiarire la vicenda nelle opportune sedi - conclude Bartolini - attendendo il dovuto interrogatorio da parte del gip per poi, chiariti i fatti, richiedere la revoca della misura cautelare applicata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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